Cinecittà a rischio chiusura. Il mondo del Cinema protesta

Cinecittà a rischio chiusura. Il mondo del Cinema protesta


La storia infinita. Due anni fa, vi raccontammo del grave stato in cui versavano gli Studios di Cinecittà. Calo drastico dei dipendenti, produzioni trasferite all’estero e la televisione che non riusciva a risollevare le condizioni degli introiti. Allora, tutto era difficoltosamente gestito dall’ “Italian Entertainment Group” e da una piccola quota del ministero dei Beni Culturali.

Oggi la situazione è – l’avreste mai detto? – precipitata. I privati non solo vogliono interrompere tutte le attività cinematografiche, ma ipotizzano l’utilizzo degli spazi per la costruzione di alberghi e centri benessere. Le pratiche per la dimissione, svendita e cementificazione sono state avviate ad aprile: il presidente Luigi Abete punta al rilancio (per troupe e produzioni esterne) con alcuni tagli del personale e spostamento di ben 52 unità a Castelromano, sulla Pontina. La situazione è gravissima, tanto che l’Anac ha inviato un appello alle istituzioni che si conclude così:

Noi sottoscritti autori cinematografici rivolgiamo un appello al Presidente della Repubblica italiana e al Presidente del Consiglio perché intervengano urgentemente per impedire tutto ciò e perché Cinecittà e l’Istituto Luce tornino ad essere punto di riferimento produttivo del cinema mondiale e restituiti a quel ruolo pubblico di volano per il rinnovamento e il rilancio del cinema italiano.

Tra i primi firmatari, nomi illustri del cinema italiano e internazionale come Gianni Amelio, Marco Bellocchio, Bernardo Bertolucci, Costantinos Costa Gavras, Ugo Gregoretti, Ken Loach, Citto Maselli, Franco Nero, Vanessa Redgrave, Pasquale Scimeca, Ettore Scola, Bertrand Tavernier e Giuseppe Tornatore. Verranno ascoltati? Speriamo davvero di sì.

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