Doping, Savoldelli convocato dal Coni: s’indaga sugli anni nel team di Armstrong

La Procura del Coni indaga sul possibile coinvolgimento di Paolo Savoldelli nel sistema doping ideato da Michele Ferrari nei team capitanati da Lance Armstrong

La Procura antidoping del Coni ha convocato l’ex corridore Paolo Savoldelli per le ore 13 del prossimo 12 febbraio in seguito agli sviluppi delle indagini in corso per violazione della normativa antidoping. Si tratta di una decisione collegata alle inchieste dell’Usada (l’agenzia antidoping degli Stati Uniti) su Lance Armstrong, dai cui incartamenti sarebbe emerso un coinvolgimento del corridore bergamasco che per due stagioni, nel 2005 e nel 2006, corse nella Discovery Channel aggiudicandosi il Giro d’Italia 2005.

Le accuse rivolte a Savoldelli sono di uso o tentato uso di sostanza o metodo dopante (art. 2.2 del Codice Wada) , somministrazione di sostanza vietata o istigazione a doparsi (art.2.8) e, inoltre, di frequentazione di soggetto inibito (art. 3.2), vale a dire il medico Michele Ferrari, inibito a vita dall’Usada per essere stato il cervello del sistema-doping imbastito dai team del corridore texano, la Us Postal e la Discovery Channel.

Secondo Marco Bonarrigo de Il Corriere della Sera, i documenti che inguaierebbero il due volte vincitore del Giro d’Italia sarebbero quelli dell’inchiesta su Lance Armstrong, ma anche l’indagine penale condotta dal pm Benedetto Roberti della Procura di Padova.

Savoldelli ammette di aver conosciuto Ferrari, ma nega di essere mai stato uno dei suoi assistiti. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Marco Bonarrigo ci sarebbe una mail inviata da Lance Armstrong a Stefano Ferrari, nella quale il texano chiederebbe al figlio del suo preparatore di chiedere al padre di contattare Savoldelli per fargli scrivere una lettera in cui l’atleta ammetta di non aver mai assistito a episodi di doping durante i ritiri di squadra. Un indizio, ma, di certo, non una prova di un coinvolgimento reale del corridore.

Conoscevo Ferrari perché era l’allenatore di Lance, ovviamente. Non era il mio allenatore e se il Coni lo pensa dovrà dimostrarlo,

è la risposta lapidaria di Savoldelli.

Sempre secondo il Corriere della Sera potrebbero essere decisivi i 120 capitoli della deposizione resa da Tom Danielson all’Usada in merito al caso Armstrong, una sorta di “libro nero” nel quale è stato descritto per filo e per segno, con tanto di nomi e cognomi, tutto il sistema doping attuato alla Us Postal e alla Discovery Channel negli anni dei successi al Tour di Armstrong. Quando le carte sono state pubblicate dall’Usada erano presenti numerosi omissis riguardanti gli altri atleti coinvolti nel sistema. Il 12 febbraio si farà chiarezza sulla posizione di Savoldelli.

Via | Corriere

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