Barack Obama e la Gerusalemme liberata, capitale di Israele a prescindere dal diritto internazionale

Se Barack Obama fosse stato candidato dal nostro Partito democratico, invece che da quello degli States, avrebbe probabilmente conquistato il mio voto, essendo decisamente più liberal del nostro W. Veltroni. Durante la sua visita in Israele, però, il candidato alla carica di presidente degli Stati Uniti si è lasciato andare ad una dichiarazione decisamente avventata:


Se Barack Obama fosse stato candidato dal nostro Partito democratico, invece che da quello degli States, avrebbe probabilmente conquistato il mio voto, essendo decisamente più liberal del nostro W. Veltroni.

Durante la sua visita in Israele, però, il candidato alla carica di presidente degli Stati Uniti si è lasciato andare ad una dichiarazione decisamente avventata: “Gerusalemme sarà la capitale unica e indivisibile di Israele”. Nemmeno l’ottimo Obama sembra dunque immune dall’antico vizio a stelle e strisce di decidere le sorti di altri popoli a prescindere da qualsiasi norma del diritto internazionale.

Lo status di Gerusalemme è uno dei principali nodi irrisolti fra israeliani e palestinesi: è stata la causa del fallimento dei negoziati del luglio 2000 a Camp David tra Ehud Barak e Yasser Arafat. Per Gerusalemme l’Onu aveva stabilito uno status di corpo separato nella risoluzione del 1947: alla fine della prima guerra arabo-israeliana, la città restò divisa in due: il settore ovest in mano israeliana, quello est, dove si trovano i principali luoghi santi delle tre religioni monoteiste, in mano giordana. Israele nel 1967 ha occupato anche la parte orientale e nel 1980 ha proclamato l’intera città sua eterna e indivisibile capitale.
Uno status non riconosciuto dalla comunità internazionale, dato che i palestinesi rivendicano la parte est della città, che vorrebbero far diventare la capitale del futuro stato di Palestina.

Non sarà che Barack ha preso ripetizioni di politica mediorientale da George W.?

La vignetta di Vauro è stata pubblicata sul settimanale Cuore nel 1991.