Mostro di Firenze, a dieci anni dalla morte Pacciani impazza su Youtube

Un evento mediatico, giurisprudenziale, storico e sociologico come il processo al Mostro di Firenze, autore tra il ’68 e l’85 di otto duplici omicidi, non si cancella certo dalla memoria collettiva nel giro di pochi anni. A tenerne vivo il ricordo concorrono filmati su YouTube, cliccatissimi e molto commentati. Immagini di appena dieci anni fa,

di dario


Un evento mediatico, giurisprudenziale, storico e sociologico come il processo al Mostro di Firenze, autore tra il ’68 e l’85 di otto duplici omicidi, non si cancella certo dalla memoria collettiva nel giro di pochi anni. A tenerne vivo il ricordo concorrono filmati su YouTube, cliccatissimi e molto commentati. Immagini di appena dieci anni fa, eppure già così sbiadite, lontane, nei costumi, nelle pettinature, nel linguaggio.
Innocenti o colpevoli, i protagonisti di questa vicenda giudiziaria sono sempre in bilico tra il comico e l’agghiacciante.

Indimenticabile e indimenticata l’espressione del Vanni, resa spontaneamente e inaspettatamente, quando afferma che “Noi si andava solo a fare le merende”, da allora entrata nel linguaggio comune. Così come indimenticabili sono gli insulti di Pacciani a una testimone che afferma di avere avuto una storia con lui. E ancora, clip sulle intercettazioni ambientali che testimoniano la sfuriata che Pacciani ha fatto alla moglie tornata dall’interrogatorio, seguita da un pestaggio alla stessa malcapitata, in seguito al quale la donna fuggì di casa e non ci tornò mai più. Candidamente, Pacciani afferma che era solito aprire e chiudere i cassetti con foga, per farsi il caffè, quindi i rumori erano dovuti a quello.
A dieci anni dalla morte, avvenuta in circostanze misteriose, di Pacciani, la sua figura continua a restare viva e ben impressa nel nostro immaginario, con il volto pacioso e imbronciato, quell’occhio querulo e la lacrima in tasca alternata a sfuriate improvvise e disarmanti, quella sua parlata così efficace e vivace nella sua cruda rozzezza, capace perfino di commuovere e gettare seri dubbi sulla sua effettiva colpevolezza. Anche i commenti ai filmati si dividono tra colpevolisti e innocentisti, per un dibattito su un mistero che non sarà mai completamente svelato.

Verso i 24.000 accessi il filmato proposto in testa a questo post, quasi 14.000 per Vanni che conia l’espressione ormai comune, che riporto qua sotto. Il più visto del processo è però quello del Vanni che inneggia al Duce e rivendica il diritto di andare alla posta e in banca: quasi 25.000 accessi e molti neofascisti che lo inneggiano nei commenti.

Via | L’Espresso

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