Nazionale italiana – L’azzurro di tinge di giovane in Valle d’Aosta, ma un paio di note sono stonate

Quaranta giocatori da visionare in poco meno di dieci giorni. Allenamenti, chiacchierate, palestra e vita sociale per conoscere, capire e valutare. Nick Mallett ha scelto i giocatori che parteciperanno al raduno in Valle d’Aosta tra il 26 luglio e il 4 agosto. Giocatori giovani, con pochissimi caps all’attivo, tanti esordienti e tanti ragazzi usciti dall’Accademia.

Quaranta giocatori da visionare in poco meno di dieci giorni. Allenamenti, chiacchierate, palestra e vita sociale per conoscere, capire e valutare. Nick Mallett ha scelto i giocatori che parteciperanno al raduno in Valle d'Aosta tra il 26 luglio e il 4 agosto. Giocatori giovani, con pochissimi caps all'attivo, tanti esordienti e tanti ragazzi usciti dall'Accademia. Un raduno ragionato, intelligente, pensato in prospettiva. Ma con due note, purtroppo, stonate.

Lasciati fuori dal giro di convocazioni i giocatori che militano all'estero (i raduni dei club iniziano in quel periodo), Nick Mallett e lo staff tecnico azzurro hanno selezionato quaranta giocatori "italiani" da provare nelle giornate di raduno in Valle d'Aosta.
305 caps in tutto, meno di otto convocazioni a testa, un'età media di 23 anni e nove mesi significa voler dare spazio ai giovani, vuol dire mettere alla prova anche dei diciottenni, far loro vivere un'esperienza di livello e capire a che punto sono i giovani dell'Accademia. Insomma, un ritiro, quello di questa estate, che vuole gettare le basi per il futuro. E questo è sicuramente positivo, dà l'idea che, forse, finalmente si guarda ai prodotti dei nostri vivai, che si dà spazio alle nuove leve e che non si tarpano le ali alle promesse fin da subito. Questo è bene e, soprattutto, darà la possibilità a Mallett di valutare possibili alternative ai "senatori", i quali potrebbero non ritenere il posto così sicuro come in passato.
A stonare, purtroppo, sono un paio di scelte. Sia tra i giocatori convocati, sia tra quelli assenti. Partiamo dai primi. A cosa serve portare (e dare un ulteriore carico di lavoro) giocatori come Kaine Robertson o Josh Sole? Ormai hanno un'età tale da non aver molto da imparare da un raduno estivo, hanno abbastanza caps affinché lo staff tecnico li conosca e, soprattutto, ultimamente non stanno brillando con la maglia azzurra. Perché, invece di un'ala e una terza linea del genere, non si è optato per Andrea Bacchetti e Paul Derbyshire? Entrambi giovani, hanno già esordito in azzurro, hanno ben impressionato sia in Maggiore sia nell'Italia A, eppure non ci sono. Due ragazzi che dovrebbero, invece, respirare aria d'azzurro, cui un raduno del genere non può che far bene, non può che aiutarli a crescere. Perché non ci sono? Bacchetti sta bene, è in forma, non ha infortuni. Eppure non c'è. E anche Derbyshire non risulta, anche se non ne ho la certezza nel suo caso, indisponibile. (Per Paul Derbyshire si è trattato di esclusione causa infortunio. Come per Andrea Marcato e Pietro Travagli)
Anche nella scelta dei giovanissimi, poi, qualche dubbio viene. Luca Petillo, capitano dell'under 20, resta a casa, ma arriva Lorenzo Romano, che negli ultimi mondiali Under 20 era in panchina, al posto di Massimiliano Ravalle, che ha disputato un ottimo Irb Nations Cup. Non c'è Edoardo Gori, da tutti considerato una delle punte di diamante dell'Accademia, il quale almeno una chiamata la meritava. Ecco, queste sono note che stonano in un coro, in generale, più che soddisfacente.