Dell’Utri: “Berlusconi mi deve ancora soldi”

“Gli ho costruito l’impero”

Marcello Dell’Utri è tornata sulla scena e la cosa sembra piacergli molto. Almeno a giudicare dal tono delle sue dichiarazioni da quando gli è stata recapitata l’accusa di estorsione ai danni di Berlusconi, che per la gioia dei giornalisti sono sempre provocatorie: “Mi manca solo l’accusa di pedofilia“, “Ingroia è pazzo”, ecc. ecc. Oggi alle sue mirabolanti sparate se ne aggiungono di nuove, grazie all’intervista che Dell’Utri ha concesso a Repubblica (qui l’articolo in pdf).

“Io non ho mai ricattato nessuno, meno che mai il mio amico Silvio. Io ho costruito un impero per Berlusconi, e forse di soldi me ne deve ancora… I pm di Palermo? Sono pazzi, non capiscono un cazzo. Il valore della villa è di 30 milioni, io a Berlusconi gliel’ho data a 20, gli ho fatto un regalo”.


Ma allora perché mai questa indagine? Perché ancora una volta il magico duo Berlusconi-Dell’Utri si trova al centro della cronaca giudiziaria? La risposta è ovvia, è quella che da vent’anni viene ripetuta da Berlusconi e pidiellini in ogni occasione: è colpa della giustizia a orologeria.

“Questa indagine nasce solo dall’annuncio del ritorno in campo di Berlusconi. Mica penserà che è un caso, la solita coincidenza? Questo è un processo politico è c’è poco altro da aggiungere”.

Poi, siccome la sua sparata su Ingroia ha avuto successo, la ricicla e aggiunge un po’ di classici sparsi qua e là.

“Ho ancora fiducia nella giustizia. Sono malato, no? Forse sono io da ricoverare… Insieme a Ingroia, però, perché i pazzi siamo due. Il vero scandalo è che sono passati vent’anni e non ci sanno dire chi ha ammazzato Falcone e Borsellino. Siamo stati io e Berlusconi? O magari Mancino? Si occupino di questo invece di ricicciare i miei rapporti con Mangano. Lo ridico fino alla morte, Mangano non è un eroe, è il mio eroe. Ha pagato per non aver ceduto al ricatto di accusare me e Berlusconi”.

Una serie di dichiarazioni urlate, parolacce, giustizia a orologeria e insomma il peggior campionario a cui siamo stati abituati. Per poi chiudere, però, con una citazione da Platone: “La giustizia è un’arte per aiutare gli amici e perseguitare i nemici”.

Foto | © TM News

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