Italia – L’analisi del tour con gli occhi dei protagonisti

La Nazionale italiana ha lasciato ieri Christchurch ed è rientrata oggi in Italia a conclusione del tour estivo in Australia e Nuova Zelanda. Alcuni degli azzurritirato un primo bilancio hanno , personale e complessivo, dei test-match disputati contro Australia e Nuova Zelanda. Orlandi, Bortolami, Perugini e Mirco Bergamasco mostrano soddisfazione per le tre prove disputate,

La Nazionale italiana ha lasciato ieri Christchurch ed è rientrata oggi in Italia a conclusione del tour estivo in Australia e Nuova Zelanda. Alcuni degli azzurritirato un primo bilancio hanno , personale e complessivo, dei test-match disputati contro Australia e Nuova Zelanda. Orlandi, Bortolami, Perugini e Mirco Bergamasco mostrano soddisfazione per le tre prove disputate, una ritrovata fiducia, anche se nessuno ha il "coraggio" di ammettere di aver avuto di fronte delle versioni ridotte dei grandi Wallabies e All Blacks e che i problemi, nascosti dal grande cuore italiano dei giocatori, non sono spariti.

Carlo Orlandi, allenatore avanti Italia: “Abbiamo disputato un buon tour, dimostrando di poter rivaleggiare con le due squadre più forti al mondo insieme ai Campioni del Mondo del Sudafrica, adesso dobbiamo acquisire la capacità di vincere partite di questo tipo. Ieri abbiamo giocato bene in difesa contro una Nuova Zelanda determinata a giocare ogni pallone, siamo stati bravi a limitare i nostri avversari ma non abbiamo saputo approfittare degli errori che li abbiamo forzati a commettere. La partita di ieri conferma che meritiamo questi palcoscenici e che, anzi, avremmo forse potuto fare anche qualcosa in più”.
Marco Bortolami, seconda linea Italia: “Dopo le due partite contro i Wallabies volevamo un nuovo risultato in linea con lo standard di questo tour e credo che possiamo essere soddisfatti di quanto abbiamo fatto. Dopo Sei Nazioni negativo non era facile approcciare con la giusta mentalità questo tour, ci siamo riusciti e tutti abbiamo dato il 100%, crescendo gara dopo gara e disputando contro i neozelandesi, i più abili a leggere le difese avversarie, una gran prova difensiva. Bisogna crescere in attacco, ma le basi per riuscire ci sono tutte. Ora torna a casa per trascorrere un paio di settimane con la mia compagna Giada e la nostra piccola Emma e, dopo un tour positivo, sarà sicuro una vacanza più dolce”.
Salvatore Perugini, pilone Italia: “Affrontare gli All Blacks è una delle più grandi esperienze che un rugbista possa vivere, abbiamo giocato con cuore e coraggio e posso dire di essere orgoglioso di aver preso parte a questo tour con la Nazionale. Credo che nessuno dall’esterno riponesse grande fiducia in noi dopo il 6 Nazioni, abbiamo dato una risposta importante a chi era scettico dopo il nostro Sei Nazioni ed importante anche per noi per continuare a lavorare. Cresceremo ancora, grazie anche ai giovani che si sono espressi positivamente in questo tour. A Milano, contro la Nuova Zelanda a novembre, cercheremo di ripetere e migliorare la prova di ieri e, con lo stadio di San Siro pieno ed il supporto dei nostri tifosi non ho dubbi che ci riusciremo”.
Mirco Bergamasco, ala Italia: “Il tour ci restituisce molta fiducia dopo il 6 Nazioni, ieri contro gli All Blacks abbiamo eliminato molti errori individuali visti contro l’Australia: la gara di ieri era importante per risollevare il morale di tutto il movimento. Se sono soddisfatto di come ho giocato all’ala? Io gioco dove mi chiede di giocare lo staff, sono a disposizione della squadra sia come ala che come centro. Dal punto di vista dell’approccio alla partita abbiamo fatto molti passi avanti, ieri siamo scesi in campo per affrontare la Nuova Zelanda e non il mito degli All Blacks e questo ha dato i suoi frutti”.