L’informazione ai tempi di Twitter: la “rivoluzione” iraniana

Fuori giornalisti e reporter stranieri, le testimonianze degli scontri in Iran arrivano dalla Rete. Il fenomeno, rispetto al quale Facebook secondo Sree Sreenivasan diventa “una roba da XIX secolo”, è Twitter. 140 caratteri che corrono su #NetRevolution, #Iran, #mousavi1388 e #iranelection per aggiornarci 24/7 sulle vittime, gli scontri e la mobilitazione civile. Per capire di

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Fuori giornalisti e reporter stranieri, le testimonianze degli scontri in Iran arrivano dalla Rete. Il fenomeno, rispetto al quale Facebook secondo Sree Sreenivasan diventa "una roba da XIX secolo", è Twitter. 140 caratteri che corrono su #NetRevolution, #Iran, #mousavi1388 e #iranelection per aggiornarci 24/7 sulle vittime, gli scontri e la mobilitazione civile.

Per capire di cosa si tratta DigiActive riporta un minibignami pratico per fare attivismo politico con il tool di microblogging (qui il pdf): case history dagli arresti in Egitto fino agli incendi di San Diego. Come battere le agenzie e fare cronaca, insomma. Anche con le immagini di Flickr e tramite YouTube, per ora unica testimonianza video di quello che accade per le strade di Teheran.

Grazie al citizen journalism ieri abbiamo appreso in tempo reale che la protesta di Baharestan Square si è trasformata in un bagno di sangue: la testimonianza della ragazza alla CNN (in collegamento con la redazione tramite Skype, si sente il pop up della chat in sottofondo) spiega che i miliziani sono scesi in piazza muniti di asce contro i manifestanti e hanno picchiato selvaggiamente anche le donne. Ascoltatela su Blogosfere Politica e Società (sopra l'immagine di XKageX da Flickr).

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