Il governo iracheno appoggia Obama

Tutti lo aspettano al varco, per Barack la politica estera è il punto debole: in fondo è di colore, giovane, rivoluzionario in qualche modo, e certo non è il veterano McCain, che lui di guerre ne sa. Insomma, ce lo chiediamo tutti, visto il ruolo degli Stati Uniti nel Risiko mondiale: gli islamici, gli afghani,

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Tutti lo aspettano al varco, per Barack la politica estera è il punto debole: in fondo è di colore, giovane, rivoluzionario in qualche modo, e certo non è il veterano McCain, che lui di guerre ne sa. Insomma, ce lo chiediamo tutti, visto il ruolo degli Stati Uniti nel Risiko mondiale: gli islamici, gli afghani, gli iracheni, accetteranno come interlocutore Obama? Il viaggio che il democratico sta compiendo in questi giorni è la prova del 9, e oggi dal Washington Post arriva una notizia che sembra proprio avvalorare la tesi favorevole, dopo l’incontro di Barack Obama con i vertici del governo iracheno.

La notizia si può sintetizzare in una semplice frase: Ali al-Dabbagh sottolinea di nuovo che il piano che il governo iracheno ha in mente per il progressivo ritiro delle truppe americane dal paese è praticamente lo stesso ipotizzato da Obama…

Questo significa che l’incontro con il Primo Ministro Nouri al-Maliki deve essere andato proprio bene, se i due si sono trovati d’accordo su un tema cosi scottante. Queste dichiarazioni arrivano proprio mentre gli Usa si trovano in una situazione particolare. E’ inutile nascondere che il paese non è soddisfatto della gestione Bush sulle questioni Afghanistan e Iraq, e ora il ritiro delle truppe almeno da quest’ultimo è diventato tema di dibattito tra i candidati alla Casa Bianca.

La Casa Bianca dal canto suo ha cercato subito di riparare, dicendo che già attualmente è obiettivo comune di Usa e Iraq stabilire un “orizzonte temporale” per il ritiro delle truppe, ma di sicuro questa dichiarazione non ha lo stesso peso. L’estremo tentativo di mantenere credibilità arriva sempre dalla portavoce statunitense, Dana Perino, la quale tiene a sottolineare come la presenza delle truppe sia stata fondamentale per aiutare a stabilizzare la sicurezza nel paese, e che ancora in Iraq c’è bisogno di loro. Il resto del mondo non ha proprio notato questa stabilizzazione, con i numeri dei morti tra i militari americani e i civili iracheni enormi, ma staremo a vedere, questa vittoria di Obama rende ancora più interessante il percorso da qui alle elezioni presidenziali.

Foto | Hope, Obama – Flickr

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