Gli stipendi d’oro dei manager pubblici

Che fine ha fatto il tetto ai salari?

Da quanto tempo si parla di mettere un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici? Sono anni. Perché sapere che in giro ci sono manager (per quanto possano essere bravi) pagati da noi che in tempi di “lacrime e sangue” si mettono in tasca centinaia di migliaia – o milioni – di euro, non è simpatico. Per niente. Non che abbassando questi stipendi si risolva la crisi, però il discorso è sempre lo stesso: mentre si chiedono sacrifici assurdi alla classe medio-bassa, chi sta in alto deve dare l’esempio. E invece finora questa pratica, diciamo così, di solidarietà non si è vista. Spiega il Fatto Quotidiano (qui l’articolo in pdf):

L’ultimo tentativo è del governo Monti che a marzo ha fissato il limite a 294mila euro lordi all’anno. Sarebbe un bel crollo del reddito di molti dei protagonisti del rapporto di palazzo Chigi. Per rendere operativo il tetto serve un decreto del ministero del Tesoro che, come ricordato ieri da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, ancora non si è visto.

E infatti gli stipendi d’oro pubblicati ieri, si tratta dei redditi 2010, sono decisamente superiori. Attenzione, i manager pubblici dichiarono tutto quello che hanno guadagnato, non solo per il lavoro che svolgono per le aziende di stato. Ma in molti casi, le due cose coincidono. Vediamoli (le cariche sono quelle attualmente ricoperte):

Pierfrancesco Guarguaglini (ex presidente Finmeccanica) – 5,5 milioni di euro
Augusto Fantozzi (commisario straordinario Alitalia) – 3,6 milioni di euro
Alessandro Pansa (ex direttore generale Finmeccanica) – 2,6 milioni di euro
Giorgio Zappa (ex direttore generale Finmeccanica) – 2,5 milioni di euro
Giovanni Tempestini (ad Cassa depositi e prestiti) – 1.925.997 €
Giuseppe Orsi (ad Finmeccanica) – 1.654.416 €
Antonio Mastropasqua (presidente Inps) – 1.361.617 €
Dario Fruscio (presidente Agea) – 1.048.478 €
Mario Draghi (ex governatore Banca d’Italia) – 1.021.616 €
Giuseppe Bonomi (presidente Sea) – 919.847 €
Fabrizio Saccomanni (direttore generale Banca d’Italia) – 838.569 €
Domenico Arcuri (ad Invitalia) – 727.170 €
Paolo Garimberti (ex presidente Rai) – 670.304 €
Mauro Moretti (ad Fs) – 649.487 €
Lorenza Lei (dg Rai) – 424.106 €
Ignazio Visco (presidente Banca d’Italia) – 405.201 €

In mezzo a questi stipendi d’oro ci sono anche casi curiosi: Mauro Cipollini è amministratore delegato di TechnoSky, una controllata dell’Enav, società al centro di qualche inchiesta per tangente. Bene, il signor Cipollini nel 2010 ha dichiarato 3.987 euro. Sì, è scritto giusto: meno di 4mila euro all’anno. Non sembra uno stipendio annuo da amministratore delegato, vero? Altra stranezza è che il manager in questione si è comprato una Mini Cooper nel 2007 e un Porsche Cayenne nel 2011. Qualcosa non torna…

Nei casi dei milionari, invece, è inutile fare facile demagogia: gli stipendi sono molto alti, troppo alti, ma non è che sia tutta gente messa lì a fare niente. In qualche caso, però, è così. Un esempio? Ma cosa avrai mai fatto l’ex presidente Rai (una carica di fatto priva di ogni potere) Paolo Garimberti per portarsi a casa quasi 700mila euro l’anno?

Foto | © TM News

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