Il “re del Portogallo” sotto processo

Può essere che il Re del Portogallo sia accusato di di truffa, associazione a delinquere e falso? La risposta chiaramente è: sì. E non tanto perché il Portogallo è una repubblica da oltre un secolo, ma perché Sua Maestà dovrebbe rispondere al nome di Rosario Poidimani, già imputato in una serie di precedenti penali per

Può essere che il Re del Portogallo sia accusato di di truffa, associazione a delinquere e falso? La risposta chiaramente è: sì. E non tanto perché il Portogallo è una repubblica da oltre un secolo, ma perché Sua Maestà dovrebbe rispondere al nome di Rosario Poidimani, già imputato in una serie di precedenti penali per “truffe, assegni a vuoto, falso in cambiale, omessi contributi e false attestazioni sulla libertà personale”, tutti reati poi lavati via da amnistie varie.

Poidimani dice di essere “figlio adottivo” (in cambio d’un vitalizio di due milioni e mezzo al mese, di 300 milioni a rate, della disponibilità di un’auto di media cilindrata e dell’usufrutto di un appartamento a Vicenza) dell’anziana Donna Maria Pia di Sassonia Coburgo Gotha, Duchessa di Braganza, sedicente figlia illegittima di Carlo I, penultimo Re del Portogallo e di una certa Amelia Laredo y Mursia, e dunque legittimo erede del trono soppresso. E’ possibile farsi un’idea della linea di successione dei duchi di Braganza su Wikipedia. Intanto, in quanto erede, Poidimani crede d’aver diritto a creare nuovi aristocratici (facendosi pagare lautamente i titoli fasulli): “Un panettiere vende pane, io posso vendere titoli”.

Ma purtroppo per lui lo stato italiano pare pensarla diversamente, e adesso “Sua Altezza dom Rosàrio Poidimani, Re del Portogallo, Principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, Duca di Braganza, Gran Maestro diarca degli Ordini di Nostra Signora della Concezione di VillaVicosa e delle Dame nubili di Santa Isabella” è accusato di aver venduto titoli nobiliari falsi, per un valore di oltre 800mila euro. Lui però non ci sta e grida al complotto: queste accuse sono tutta colpa della Farnesina e del ministero degli Esteri portoghese che vorrebbero favorire l’altro pretendente al trono. “E’ come se i responsabili della Farnesina, all’insaputa del resto del governo, si fossero intromessi in una disputa fra Vittorio Emanuele e Amedeo di Savoia… Gli amici di Duarte Pio mi hanno preso di mira” ha dichiarato, aggiungendo di aver contro-denunciato penalmente fior di ex ministri e funzionari in Portogallo. E nella lista dei testimoni presentata al processo ci sono i ministri degli esteri italiani Massimo D’Alema e Gianfranco Fini e i loro colleghi portoghesi Diogo Freitas do Amaral e Luis Amado, tutti in carica nel 2005-2007. Ha detto ieri mattina fuori dall’aula del tribunale:

La legge mi equipara a un Capo di Stato. Sono soggetto di diritto internazionale, come previsto dall’art. 3 del codice penale e dall’art. 10 della Costituzione, la giustizia italiana non è competente e presenteremo un’eccezione di difetto di giurisdizione. Al più, può giudicarmi il tribunale internazionale dell’Aia.

Vedremo come andrà a finire, ma in ogni caso almeno questo dobbiamo concederlo a Poidimani: la coerenza. In vita sua, ha sempre cercato di fare il portoghese.

Via | Varese News