Processo per la strage di Erba: la testimonianza del medico legale

Continuano le udienze del processo in Corte d’Assise a Como per la strage di Erba. A deporre, stavolta, uno dei testi più attesi: l’anatomo-patologo Giovanni Scola che ha eseguito le autopsie sui corpi delle vittime. Lo scontro preannunciato tra difesa e accusa ha preso le mosse dalle discrepanze tra le relazioni presentate alla Procura. Inizialmente,

Continuano le udienze del processo in Corte d’Assise a Como per la strage di Erba. A deporre, stavolta, uno dei testi più attesi: l’anatomo-patologo Giovanni Scola che ha eseguito le autopsie sui corpi delle vittime. Lo scontro preannunciato tra difesa e accusa ha preso le mosse dalle discrepanze tra le relazioni presentate alla Procura.

Inizialmente, il medico legale ha affermato che il piccolo Youssef Marzouk è stato ucciso da una persona sola e destrimane. Nel referto si legge: “Il decesso fu causato dalla ferita penetrante il collo in sede sottomandibolare sinistra, che causò shock emorragico. La ferita fu prodotta da aggressore situato di fronte alla vittima, che impugnava l’arma con la mano destra, bloccando il capo del bambino con la mano sinistra”. Nella relazione depositata il 7 febbraio 2007 però Scola ipotizza che gli aggressori potessero anche essere due, e che a infliggere la ferita mortale sia stato un mancino. “La ferita mortale, con tramite da sinistra a destra, può essere stata inferta da aggressore che impugnava l’arma con la mano destra, immobilizzando il capo con la mano sinistra sul volto del bambino. Appare altrettanto probabile che gli aggressori fossero in numero di due, così che mentre uno afferra il braccio destro del bambino con la mano destra, e ne immobilizza il capo con la mano sinistra sul volto, l’altro lo ferisce con la mano sinistra, che impugna l’arma con il tagliente rivolto verso la superficie dorsale”. L’ecchimosi presente sul braccio della piccola vittima, riconducibile a una grossa mano maschile, potrebbe far propendere verso la seconda possibilità.

Il medico legale ha poi ricostruito nel dettaglio la sequenza dei delitti, precisando come tutti avrebbero cercato di difendersi: le ferite riscontrate su mani e braccia ne sono la testimonianza. L’avvocato Fabio Schembri, tuttavia, ha dichiarato che “ci sono cose non convincenti che potranno essere smontate”.

L’udienza che vedrà deporre i coniugi Romano è stata intanto fissata per mercoledì 13 febbraio. Nel frattempo, dalla sua cella Azouz Marzouk scrive ai presunti assassini: “verrete dimenticati da tutti”. E aggiunge: “stanno prendendo in giro tutti: gente, giudici e avvocati”. Il tunisino avrà sbagliato in tante cose, ma in questo merita solidarietà. Vedere i due imputati che ridono mentre si ricostruisce l’orrore della strage sicuramente fa male, non solo a lui, ma a un intero Paese.

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