Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

Ultimissime. Alla Camera Fini tira le orecchie a Bossi. Il Senatur: “Era meglio che stava zitto”. Bagarre in aula. Possibili risvolti politici.Stavolta Bossi deve avere davvero passato il limite con le sue esternazioni e il dito medio alzato contro l’Inno di Mameli e con gli insulti agli insegnanti meridionali. Tant’è che poco fa nell’aula di

Ultimissime.

Alla Camera Fini tira le orecchie a Bossi. Il Senatur: “Era meglio che stava zitto”. Bagarre in aula. Possibili risvolti politici.

Stavolta Bossi deve avere davvero passato il limite con le sue esternazioni e il dito medio alzato contro l’Inno di Mameli e con gli insulti agli insegnanti meridionali.

Tant’è che poco fa nell’aula di Montecitorio il presidente della Camera Fini ha severamente avvisato il ministro Bossi sui suoi obblighi istituzionali: “Non ho difficoltà a dire – ha precisato Fini – che quando si agisce in nome della Repubblica, nessuno, men che meno un ministro, può permettersi di offendere il sentimento nazionale di cui anche l’inno fa parte”.

E ha aggiunto, fra l’altro: “Un ministro deve rispettare tutti gli italiani, quale sia il loro luogo di provenienza, il nord o il sud”. Poi conclude rivolto a Bossi: “Sono sicuro che l’onorevole Bossi potrà trovare nelle prossime ore l’occasione per precisare il suo pensiero”.

I banchi della Lega sono andati in fibrillazione. Gran fermento in aula. Non mancheranno risvolti politici.

Piccata la replica di Bossi: “Fini poteva non intervenire, che era meglio”. Veltroni: “Bene Fini, mancano ancora le parole di Berlusconi”.

Una boccata d’ossigeno per le istituzioni. E per l’Italia. E’ poco? Meglio di niente.

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