Fonsai, bufera su Annamaria Cancellieri, M5s: “Indebite pressioni per scarcerare Giulia Ligresti”

Il ministro della Giustizia avrebbe esercitato “indebite pressioni” per ottenere la liberazione di Giulia Ligresti, su richiesta della famiglia. M5s chiede chiarimenti (o la testa del ministro)

Premessa doverosa: Annamaria Cancellieri non è indagata in alcun modo.

Scritto questo, possiamo ora raccontare i fatti: all’arresto di mezza famiglia Ligresti, il 17 luglio scorso, coinvolta per falso in bilancio e manipolazione di mercato nella vicenda Fonsai (gruppo storicamente in mano ai Ligresti), venne coinvolta anche Giulia Ligresti in qualità di ex amministratrice del Gruppo Fondiaria-Sai.

Giulia Ligresti, appena arrestata chiede di patteggiare: un’ammissione di responsabilità che, aggiunta alle sue condizioni fisiche (anoressia e depressione) per le quali gli operatori del carcere raccomandarono immediatamente una misura alternativa alla detenzione in carcere, prevede quasi sempre una revisione della misura di custodia cautelare.

Passano le settimane e Giulia Ligresti resta in carcere; il successivo 17 agosto la compagna di Salvatore Ligresti, Gabriella Fragni, intercettata, parla al telefono con il cognato, Antonino Ligresti, e propone di coinvolgere il ministro Annamaria Cancellieri, per cercare di “fare qualcosa” per salvaguardare la salute della ragazza.

Il ministro viene contattata e si attiva: telefona a due vice-capodipartimento del Dap (Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria) chiedendo “sensibilizzarsi” sul fatto che la Ligresti soffre di una grave forma di anoressia. Il 28 agosto Giulia Ligresti viene scarcerata e, il 3 settembre, patteggia una pena a 2 anni e 8 mesi, uscendo così dall’inchiesta Fonsai.

In quei giorni il ministro viene ascoltata dai magistrati di Torino, che nella rete di intercettazioni “scovano” la telefonata di Antonino Ligresti al suo ufficio:

“Effettivamente ho ricevuto una telefonata da Antonino Ligresti che conosco da molti anni. Ligresti mi ha rappresentato la preoccupazione per lo stato di salute della nipote Giulia Maria la quale, soffre di anoressia e rifiuta il cibo. In relazione a tale argomento ho sensibilizzato i due vice capi di dipartimento del Dap, Francesco Cascini e Luigi Pagano, perché facessero quanto di loro stretta competenza per la tutela della salute dei carcerati. […] Essendo io buona amica della Fragni da parecchi anni ho ritenuto, in concomitanza con l’arresto dell’ingegnere e delle figlie, di farle una telefonata di solidarietà sotto l’aspetto umano.”

Nonostante la posizione sia stata archiviata con un nulla di fatto il quotidiano laRepubblica è riuscita a reperire la giustificazione del ministro Cancellieri e ora il M5s chiede chiarimenti, o la testa del ministro: una posizione fortemente contraddittoria, visto che il 23 agosto scorso proprio sul blog di Beppe Grillo compare un post che mette in evidenza l’ipocrisia della giustizia italiana, che ha tenuto in carcere la donna nonostante fosse stata dichiarata la sua incompatibilità con la detenzione per motivi di salute e nonostante avesse chiesto di patteggiare ammettendo dunque le responsabilità.

Altrettanto vero è che, durante l’udienza del 3 settembre, è emerso che Giulia Ligresti in Fonsai fungeva più da testa di legno (figlia del maggiore azionista) che non da testa decisionale; una differenza non da poco, che riduce di molto l’angolo di fuoco dei critici verso il ministro, che non avrebbe commesso alcun illecito (almeno secondo la procura di Torino).

Annamaria Cancellieri ha spiegato al magistrato di avere a cuore la salute dei detenuti in generale (come già manifestato e dichiarato più volte nel corso del suo mandato) e di non aver rivolto alcuna attenzione particolare al caso Ligresti, anche se poi nei fatti è andata così.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →