Siria, l’Opac: “Distrutti i siti di produzione di armi chimiche”

Gli ispettori dell’Opac annunciano la distruzione dei siti governativi siriani di produzione delle armi chimiche

Uno degli ispettori dell’Opac, l’Organizzazione internazionale per la messa al bando delle armi chimiche, premio Nobel per la pace 2013, ha annunciato il termine della seconda fase di disarmo chimico: tutti gli strumenti per la produzione di armi chimiche in Siria sono stati distrutti.

La notizia è stata data dall’agenzia stampa Reuters:

“L’Opac è soddisfatta di aver verificato e distrutto tutto il materiale per la produzione, la miscelazione e gli impianti di riempimento dei siti.”

Il prossimo passo per gli ispettori internazionali sarà quello definitivo: la distruzione del materiale bellico chimico esistente in Siria, circa mille tonnellate di agenti chimici e armi, tra cui gas mostarda e sarin. Nelle ultime settimane gli ispettori dell’Opac hanno visitato 21 dei 23 siti di produzione di arsenale chimico (2 sono stati valutati come troppo pericolosi per l’incolumità degli ispettori) imponendo e realizzando la distruzione riguarda gli equipaggiamenti per la produzione di armi chimiche e per il riempimento di munizioni con gas velenosi, come previsto dagli accordi raggiunti in Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

I due siti non ispezionati, fanno sapere dall’Opac, sono comunque stati intaccati nel loro equipaggiamento, trasferito in una “zona sicura” del Paese: la prima fase dello smantellamento si è concretizzata nella consegna dell’arsenale e dei siti di produzione dalle mani del governo a quelle delle Nazioni Unite, mentre la seconda (il cui termine era previsto per i primi di novembre) riguardava proprio la distruzione dei siti di produzione.

Sarà ora il turno dell’arsenale vero e proprio, che al momento è uno dei più importanti di tutto il medioriente: un’operazione delicatissima e senza precedenti, anche perchè per la prima volta è tentata nel corso di una sanguinosa guerra civile.