Oggi è il #Noporcellumday, la battaglia di Roberto Giachetti per l’abolizione della legge elettorale

Oggi è il #Noporcellumday, parte dell’iniziativa nonviolenta del deputato Pd Roberto Giachetti, che si batte per l’abolizione della legge elettorale Calderoli

E’ iniziato tutto con uno sciopero della fame per fare pressioni sulla Politica, fino ad oggi poco fruttuose ma tant’è, affinchè si occupasse di legge elettorale: se ne parla da mesi, da prima che si esaurisse l’esperienza del governo Monti, sembra siano tutti d’accordo ma poi, alla fine, se andassimo ad elezioni domattina il Porcellum sarebbe sempre lì.

Roberto Giachetti, deputato PD e vicepresidente della Camera dei Deputati, ha così lanciato il terzo sciopero della fame nel giro di un anno per chiedere che venga calendarizzata alla Camera la discussione per arrivare all’abrogazione del Porcellum ed il ritorno al Mattarellum, in attesa che il Parlamento affronti la discussione per una nuova legge elettorale.

Arrivato al venticinquesimo giorno di battaglia nonviolenta Giachetti sarà oggi allo store Eataly di Roma Ostiense per il #Noporcellumday, al quale hanno già aderito centinaia di persone: una vera e propria staffetta del digiuno che negli ultimi 25 giorni ha visto una mobilitazione online massiccia, con centinaia e centinaia di persone pronte a sostenere la battaglia di Roberto Giachetti con una giornata di digiuno.

Ospite anche del nostro Antonello Piroso, Giachetti si dice da tempo determinato ad andare avanti con lo sciopero della fame, questione ribadita anche dal palco della Leopolda nello scorso finesettimana: una posizione che ha raccolto anche la solidarietà, tra gli altri, dell’avversario politico Beppe Grillo, che negli ultimi giorni ha citato la lotta di Giachetti numerose volte, riferendosi alla scarsa volontà della classe politica di cambiare la legge elettorale.

“Il 31 ottobre è una giornata di una mobilitazione straordinaria contro l’attuale sistema elettorale con numerose iniziative in tutt’Italia, iniziative che stiamo censendo per darne il massimo risalto. A Roma abbiamo previsto una iniziativa aperta a tutti i cittadini dalle ore 13:00 alle ore 15:00 nella pausa pranzo, presso Eataly dove, grazie all’ospitalità di Oscar Farinetti, sarà possibile portare in prima persona la propria testimonianza a favore di un nuovo sistema elettorale.”

Con queste parole è stato lo stesso Giachetti, in un’intervista a Democratici Digitali, a spiegare l’iniziativa di oggi, che culmina i 25 giorni di sciopero della fame, durante i quali la solidarietà al deputato PD è stata calorosa e ampissima, non solo da parte di liberi cittadini. In questa lettera del 24 ottobre scorso, pubblicata sul suo sito personale, lo stesso Roberto Giachetti ha spiegato le ragioni della protesta, ringraziando i sostenitori:

“Sarebbe bello per me da Eataly potervi citare, dare risalto e merito alla vostra energia e alle vostre idee. Per questo infatti vi ho chiesto – se lo ritenete – contributi video, foto col telefonino, testimonianze più o meno tecnologiche del vostro modo di dire “mai più con il Porcellum” nella giornata del 31.”

I tweet di solidarietà #Noporcellumday

#noporcellumday è oggi tra i trend topic di Twitter; vi proponiamo, con modalità casuale, qualche significativa espressione di solidarietà e di adesione all’iniziativa nonviolenta.

L’appello dei sindaci

Alcuni sindaci ed amministratori locali hanno rivolto un appello al Parlamento, manifestando piena solidarietà con la battaglia di Roberto Giachetti per il No porcellum day:

“Siamo un gruppo di sindaci e amministratori che quotidianamente si impegnano sui territori, e quindi sulla parte viva della nostra Italia, per dare risposte ai propri concittadini, non solo con le parole ma anche attraverso risultati effettivi, reali e tangibili. Risultati concreti legati a scelte che non possono non ispirarsi al rispetto delle nostre comunità e al soddisfacimento dei loro bisogni.

La nostra forza risiede sia sulla credibilità della nostra azione politica sia sulla stabilità di un sistema basato su una legge elettorale che permetta, chiuse le urne, di avere maggioranze chiare che garantiscano per cinque anni la governabilità. Una credibilità che deve essere sinonimo di governabilità per dare stabilità alla nostra azione politica.

Apprezziamo e valutiamo positivamente l’iniziativa, non violenta del digiuno tesa a cambiare la legge elettorale nazionale, che tanti cittadini stanno conducendo in questi giorni a fianco di Roberto Giachetti e che culminerà nel “No porcellum day” del 31 ottobre. E’ un piccolo contributo che tanti sentono come dovere civico e non come presa di posizione politica, per tentare di denunciare il “silenzio della politica”.

Aderiamo e raccogliamo dunque le istanze di tanti amministratori e cittadini perché l’attuale legge elettorale venga modificata in tempi brevi, per dare a ogni elettore la possibilità, in primis, di scegliere liberamente il proprio candidato, senza vincoli di partito o imposizioni precostituite e quindi, di avere per l’intera legislatura un governo che lavori per il bene comune nella stabilità e continuità politica.”

Il taglio della porchetta

Arrivato alle 13.30 circa ad Eataly, Roberto Giachetti è stato accolto da un drappello di giornalisti e parecchie persone solidali con la sua battaglia: come promesso dal “boss” di Eataly Oscar Farinetti ad attenderlo c’era una porchetta, simbolicamente messa a disposizione dal ristoratore in sostegno alla battaglia di Giachetti.

“Dobbiamo cambiare la legge elettorale: è il momento buono per rispettare gli impegni, siamo in tanti. Non dipende solo dal pres. consiglio, ma anche continuare a dare scadenze non rispettate non da credibilità alla politica: gli elettori tornino a scegliere i propri eletti e sia garantita la governabilità per cinque anni. Oggi rilancio l’iniziativa, con tutta questa gente meravigliosa che combatte con me.”

L’evento è stato sostenuto da forze politiche bipartisan: Giorgia Meloni è arrivata a Eataly poco dopo le ore 14 e anche l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha espresso il suo sostegno alla modifica sostanziale della legge elettorale, proponendo una riforma improntata al modello usato per l’elezione dei sindaci (e dimenticando che per applicare quel modello l’Italia deve essere una repubblica presidenziale, cosa che non è, e una legge elettorale del genere sarebbe immediatamente oggetto delle particolari attenzioni della Corte Costituzionale).

Foto | Luca Masolo su Twitter