Bossi, i meridionali, l’inno di Mameli. E’ora di finirla

“Bossi ha esagerato un pò”, “ma che volete, è la parte profonda del paese”, “voleva usare una metafora, è folkloristico”, “è la risposta settentrionale alla crisi economica”. Scegliete dalle frasi precedenti quella che sarà utilizzata per giustificare le pesanti ed intollerabili parole pronunciate dal leader leghista. Vi proponiamo alcune delle esternazioni bossiane:“Non dobbiamo più essere

di bruno

“Bossi ha esagerato un pò”, “ma che volete, è la parte profonda del paese”, “voleva usare una metafora, è folkloristico”, “è la risposta settentrionale alla crisi economica”. Scegliete dalle frasi precedenti quella che sarà utilizzata per giustificare le pesanti ed intollerabili parole pronunciate dal leader leghista. Vi proponiamo alcune delle esternazioni bossiane:

“Non dobbiamo più essere schiavi di Roma. L’Inno dice che ‘l’Italia è schiava di Roma…’, toh! dico io”. E’ la frase che Umberto Bossi ha pronunciato oggi a Padova, con il dito medio levato, parlando ai delegati della Liga Veneta-Lega Nord riuniti a congresso.

“Dobbiamo lottare – ha aggiunto – contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà”

“Non possiamo lasciare martoriare i nostri figli – ha aggiunto – da gente (i professori ndr) che non viene dal nord. Il problema della scuola è molto sentito perché tocca tutta la famiglia”

(frasi tratte dall’ANSA)

E’ interessante dare un’occhiata alle prime reazioni: la Russa dice che Bossi deve scusarsi, anche perchè vuole continuare a sedere con lui e con gli altri ministri leghisti al tavolo del Consiglio dei Ministri. Bindi e Parisi sono durissimi nel condannare le parole del senatur (da notare che sono entrambi ex prodiani, vale a dire rappresentano la vituperata “corrente” che storicamente si è sempre opposta con più forza alle leggi vergogna e ai governi Berlusconi II, III e IV).

Fare un’analisi della ennesima sparata bossiana è abbastanza semplice: dovendo parlare a persone che capiscono solo parole come “secessione”, “meno tasse”, “immigrati a casa”, “padroni a casa nostra”, il leader leghista è costretto a spararle sempre più grosse, nella speranza di conquistare per sé e per il suo partito un pò di visibilità sui media. Certo, accanto a questo dobbiamo necessariamente sottolineare come Bossi si sia dimostrato, per l’ennesima volta, un uomo politico volgare e razzista.

L’antimeridionalismo, vecchio cavallo di battaglia leghista, sembrava aver lasciato il posto, negli animi dei militanti “celtici”, all’odio verso i “diversi” (ROM, immigrati, ecc.). Sembra che però i vecchi amori non si scordino mai. Non parliamo poi dell’odio viscerale, volgare, e francamente intollerabile per i simboli patrii: dal tricolore (qui sotto vi proponiamo un video del 1997 in cui Bossi insulta la nostra bandiera) all’Inno di Mameli, alla festa del 2 Giugno.

Non è la prima volta che ci occupiamo della Lega, lo sappiamo, ma ribadire alcuni punti fermi è, secondo noi, utile: Bossi ha dimostrato in questi anni di essere un capo populista volgare, estremamente intollerante, estremamente ignorante. Non parliamo della Destra, se lo sono preso e se lo tengono, ma la sinistra, i famosi “riformisti”, i “coraggiosi”, i “dialoganti” lo capiranno prima o poi che dialogare con una forza razzista, antidemocratica, xenofoba, estremamente rozza ed ignorante, è pericoloso per la nostra Nazione e la nostra Democrazia?

Foto: Roberto Lineros da Flickr