Running – Maratona: la crisi da distanza

Le crisi cui si può andare incontro durante una maratona sono (ahimè) diverse. Abbiamo già accennato alla crisi da fame; la crisi da distanza invece, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, coinvolge principalmente la sfera psicologica dell’atleta, quindi si tratta di un problema mentale, prima che fisico e muscolare.Ovviamente è normale che la fatica

Le crisi cui si può andare incontro durante una maratona sono (ahimè) diverse.
Abbiamo già accennato alla crisi da fame; la crisi da distanza invece, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, coinvolge principalmente la sfera psicologica dell’atleta, quindi si tratta di un problema mentale, prima che fisico e muscolare.

Ovviamente è normale che la fatica fisica aumenti con il passare dei chilometri, ma questo a volte finisce con l’influenzare la concentrazione e la motivazione, innescando la cosiddetta crisi da distanza, quando cioè, si ha l’impressione che i chilometri non passino mai e che il traguardo sia sempre più lontano.

Come rimediare ad una situazione che può cogliere alla sprovvista anche il podista navigato?

  • In gara può essere utile correre in compagnia. Chiacchierando o scambiando anche solo qualche battuta con un altro podista che tiene il nostro stesso ritmo-gara, è più facile non accorgersi del tempo che passa.
    Se poi il compagno ha lo stesso problema il “mal comune mezzo gaudio” può davvero rinfrancarci il morale.
  • Oppure ci si può allenare a contrastare questo genere di crisi facendo da soli allenamenti sempre più lunghi, in modo da prendere maggior coscienza dei propri mezzi fisici.