Running – Maratona: la crisi da fame

Difficilmente in una corsa podistica o in una maratona veloce (cioè corsa molto sotto le 3 ore) si viene colpiti da “crisi da fame”. Chi però vede solo col binocolo i 3-4 minuti al chilometro come velocità di gara, impiegherà più di 4 ore per coprire i 42 km e avrà necessità, oltre che di

Difficilmente in una corsa podistica o in una maratona veloce (cioè corsa molto sotto le 3 ore) si viene colpiti da “crisi da fame”.
Chi però vede solo col binocolo i 3-4 minuti al chilometro come velocità di gara, impiegherà più di 4 ore per coprire i 42 km e avrà necessità, oltre che di bere per reintegrare i liquidi persi con il sudore, anche di mangiare.

Ammesso e non concesso che l’apparato digerente non si ribelli all’assunzione di cibo, molti atleti amatori possono avvertire questa necessità già dopo 2 ore di corsa.
Comunque è un dato di fatto che chi corre una maratona in 4 ore ha un consumo di aminoacidi che è più del doppio di un atleta che copre la distanza in 2:10; da qui la necessità di mangiare in gara. Ma con cosa bisognerebbe alimentarsi?

Continui studi sull’alimentazione sportiva hanno portato all’ideazione di barrette energetiche specifiche, caratterizzate da un’alta digeribilità, di facile assimilazione e contenenti, oltre ad una consistente parte di carboidrati, anche gli aminoacidi a catena ramificata come L-leucina, L-isoleucina e L-valina che rappresentano il 42% degli aminoacidi essenziali del tessuto muscolare e possono servire da fonte d’energia durante gli sforzi intensi e di lunga durata.