Marina Berlusconi resta in azienda: “Non mi impegno in politica”. E Alfano: “Il leader è Silvio Berlusconi”

La figlia primogenita dell’ex premier Berlusconi in una nota smentisce ogni suo coinvolgimento nel nuovo progetto Forza Italia: “Resto in azienda, amo il mio lavoro”

Aggiornamento 13:55 – Nel libro di Bruno Vespa dal titolo “Sale, zucchero e caffè. L’Italia che ho vissuto, da nonna Aida alla Terza Repubblica” il vicepremier Angelino Alfano conferma la leadership del partito come salda nelle mani del Cavaliere:

“I sottoscritti consiglieri nazionali si riconoscono nella leadership di Silvio Berlusconi, ovviamente a cominciare da me. Questo sarebbe il primo rigo di ogni documento che io dovessi sottoscrivere. […] Non è vero che circola un documento degli “innovatori” già da far sottoscrivere per il prossimo Comitato Nazionale”.”

E’ una vera e propria telenovela senza fine, quella che propone e smentisce continuamente la discesa in campo in politica di Marina Berlusconi, figlia prediletta dell’ex premier Silvio: chissà se per golosità, opportunità politica o che altro, le indiscrezioni sulla sua possibile candidatura alla guida del centrodestra italiano si rincorrono incessantemente da mesi oramai, nonostante la diretta interessata abbia più volte smentito ogni suo coinvolgimento.

Anche questa mattina Marina Berlusconi, in una nota, ha nuovamente smentito una sua possibile prossima carriera politica:

“Di fronte alle ennesime voci e a ricostruzioni giornalistiche totalmente lontane da ogni pur minimo collegamento con la realtà, ancora una volta mi vedo costretta a smentire, e nel modo più tassativo: non ho mai avuto e non ho alcuna intenzione di impegnarmi in politica. Per la politica ho grande rispetto, ma amo moltissimo il mio lavoro e le aziende nelle quali sono impegnata da ormai oltre vent’anni. Questo è il mio passato e il mio presente, e questo sarà anche il mio futuro. Vi prego di prenderne atto.”

In verità tutte le indiscrezioni provengono dall’interno del centrodestra, vuoi dal cortile di Palazzo Grazioli vuoi da piazza San Lorenzo in Lucina, ma vengono periodicamente smentite sia dall’interessata che dal capogruppo alla Camera Brunetta, mentre Roberto Formigoni ad Agorà usa condizionali sibillini che in realtà mostrano possibilità diverse, nonostante tutto sia rimandato al Consiglio Nazionale dell’8 dicembre prossimo.

Questa mattina Renato Brunetta, intervenuto a Radio24, ha parlato della necessità di una “pacificazione” tra il delfino Angelino Alfano ed il padre padrone Silvio Berlusconi, necessaria al traghettare la nuova realtà politica dal Popolo della Libertà al ritorno di Forza Italia.

Si infittisce dunque il “mistero Marina” attorno al nuovo nocciolo duro del potere berlusconiano, in fase transitoria verso Forza Italia a cariche oramai azzerate e a leadership confermata con il diktat sulla fiducia e quello, più recente, proprio sul nuovo movimento politico: d’altra parte il buco di bilancio da 151 milioni di euro del PDL ha reso necessario, nuovamente, l’intervento economico di Berlusconi.

“Lavoro-guadagno-pago-pretendo” l’assioma vincente del Cavaliere.

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