Siria, i ribelli dicono no alla pace

Venti gruppi di ribelli islamisti siriani respingono la conferenza Ginevra 2 per una soluzione politica del conflitto. Intanto continua il lavoro di mediazione di Lakhdar Brahimi in Medio Oriente

Sono almeno 20 i gruppi di ribelli islamisti che hanno respinto categoricamente la conferenza di pace cosiddetta Ginevra 2 sostenuta da Stati Uniti e Russia per trovare una soluzione politica alla guerra in atto in Siria dalla primavera 2011.

Annunciamo che la conferenza Ginevra 2 non è e non sarà mai la scelta del popolo o la rivendicazione della nostra rivoluzione,

ha dichiarato Ahmad Eissa al-Sheikh, capo della brigata Souqour al-Cham.

Ieri davanti alla moschea di Suq Wadi Barada, non lontano da Damasco, è esplosa un’autobomba che ha fatto 40 vittime fra cui 7 bambini. Il centro è attualmente controllato dai ribelli, ma le truppe lealiste sono schierate ai confini della cittadini secondo quanto riferito dall’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Sempre secondo l’Osservatorio i combattenti curdi in Siria avrebbero preso possesso di un valico al confine orientale con l’Iraq, dopo uno scontro avvenuto all’alba.

Intanto ieri Lakhdar Brahimi, inviato della Lega Araba e dell’Onu in Siria, è arrivato a Theran per incontrare il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Brahmi ha già visitato Turchia , Giordania , Iraq, Egitto , Kuwait, Oman e Qatar per cercare di convincere tutte le parti a sedersi a un tavolo, insieme ai rappresentanti del regime e dell’opposizione, per trovare una soluzione politica al conflitto siriano.

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