Datagate: una base Nsa-Cia anche a Roma

80 reti di spionaggio in tutto il mondo, tra cui le principali capitali europee. E si scopre che Angela Merkel era spiata fin dal 2002.

Il Datagate ha decisamente ripreso quota e nuove indiscrezioni continuano a circolare mesi dopo la scoperta del programma Prism della Nsa. L’ultima di queste è particolarmente interessante ed è rivelata dal settimanale tedesco Spiegel: nel 2010 la National Security Agency e la Cia hanno attivato circa 80 reti di spionaggio in tutto il mondo. Diciannove di queste si trovavano in capitali europee, inclusa Roma. Reti che erano quindi presenti anche in capitali di paese alleati: Berlino, Madrid, Parigi, Praga e Ginevra.

I maggiori particolari riguardano però un centro di spionaggio legalmente non comunicata presso l’ambasciata americana a Berlino, da dove la Nsa e Cia controllano le comunicazioni nel vicino quartiere in cui si trovano gli edifici governativi. E tra le persone ascoltate, come già si sa, c’è anche Angela Merkel. Quello che però non si sapeva è che la cancelliera era ascoltata fin dal 2002, cioè da ben prima che prendesse le redini del governo tedesco e quando era “solo” la figura di riferimento della Cdu.

La dicitura con cui era indicato il numero di Angela Merkel era “GE Chancellor Merkel”. Gli Stati Uniti erano ben consapevoli del rischio che queste loro attività comportavano (e ci mancherebbe altro), tanto da segnalare in alcuni documenti che se le stazioni di ascolto fossero state scoperte questo avrebbe prodotto “gravi danni nelle relazioni tra gli Usa ed un governo straniero”.

Obama continua a giurare di non aver saputo nulla di tutto ciò, altrimenti, dice, lo avrebbe fermato subito. Adesso Berlino studia le contromosse: non si metterà certo a spiare i diplomatici statunitensi, ma potrebbe estendere le capacità di difesa raddoppiando il personale che lavora per il controspionaggio.

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