Celtic League – Da Brescia una nuova candidata: i Duchi del Nord Ovest

Qualcuno si sta chiedendo se, a furia di franchigie candidate alla Celtic League, non si potrebbe pensare a un campionato italiano formato da selezioni. Tra Aironi e Pretoriani, passando da Dogi e maglioni, ecco spuntare anche i Duchi del Nord Ovest, la selezione che fa capo al Calvisano Rugby. Era la squadra che, fino a

Qualcuno si sta chiedendo se, a furia di franchigie candidate alla Celtic League, non si potrebbe pensare a un campionato italiano formato da selezioni. Tra Aironi e Pretoriani, passando da Dogi e maglioni, ecco spuntare anche i Duchi del Nord Ovest, la selezione che fa capo al Calvisano Rugby.
Era la squadra che, fino a ora, si era tenuta più in disparte nel marasma celtico, ma l'altro ieri ecco l'annuncio sul sito della squadra che formalizza la propria candidatura a entrare nella Celtic League.

Ecco, infatti, cosa si legge nel comunicato apparso sul sito del Rugby Calvisano:
"Nei mesi scorsi, il Rugby Calvisano e le altre società di rugby della provincia, hanno annunciato la candidatura bresciana alla Celtic League. L'annuncio è stato dato nella sede dell'Amministrazione Comunale e sono intervenuti, tra gli altri, il sindaco di Brescia Adriano Paroli e il Presidente della Provincia Alberto Cavalli.
In quell’ occasione venne spiegato agli organi d'informazione che, con l'apporto delle istituzioni bresciane sopraccitate, sarebbe stata avviata la ricerca delle risorse finanziarie atte a non disperdere, ma a valorizzare, attraverso la Celtic League, il patrimonio di competenze e infrastrutture di cui è possibile disporre in provincia di Brescia grazie all'attività svolta, da sempre, dalle società di rugby. Si è fatto, in particolare, riferimento ai successi raggiunti dal rugby Calvisano negli ultimi anni e al know how di cui la società giallonera dispone in campo internazionale.
Oggi viene annunciato il primo concreto risultato conseguito in questi mesi di lavoro svolto congiuntamente dalle istituzioni bresciane e dal rugby Calvisano. All'interno di un grosso gruppo bancario è stato infatti raccolto l’appello del sindaco Adriano Paroli e del Presidente della Provincia di Brescia Alberto Cavalli, al fine di sviluppare un percorso per formare un gruppo di sponsor del quale, il gruppo stesso, potrebbe assumere il ruolo di capofila.
Sempre oggi, attraverso la presentazione del simbolo dei “Duchi-Nord Ovest”, si riconferma, anche nella forma, l’ambito territoriale a cui fa riferimento il progetto partito da Brescia nei mesi scorsi. Un territorio che oltre alla Lombardia e quindi a Milano, punta a comprendere il Piemonte e la Liguria, con Torino e Genova, pensando, nel lungo periodo, anche all’Emilia".
E qui, invece, la spiegazione del nome e del simbolo.
"L'immagine del nuovo superclub è stata studiata partendo dalle tradizioni del territorio del Nord Ovest, studiando il particolare periodo storico della conquista dell'area da parte dei Longobardi, popolazione di prove ninenza dalla Scandinavia, di tradizioni vicine a quelle celtiche ( fonte: "Noi, Celti e Longobardi"-Edizioni Helvetia) ha dato nome e origine alla moderna regione della Lombardia anche se i loro possedimenti si allargavano ben oltre il confinedella Lombardia attuale, com'è nella ambizioni del progetto "Duchi Nord Ovest ". Il nuovo logo racchiude diversi elementi:
Il guerriero Longobardo
E' simbolo di una tradizione guerriera che oggi si esprime all'interno delle competizioni sportive e delle regole e tradizioni del gioco del rugby. Il guerriero veste il tradizionale elmo longobardo. Vuole simboleggiare l'agonismo e il coraggio nello sport.
La Rosa Camuna
Simbolo della Regione Lombardia, ma qui raffigurato nella sua versione originale. Si tratta di un'incisione rupestre della valcamonica risalente all'età del bronzo, la croce o rosa dei Camuni, dal nome della comunità di strpe celtica che abitava la valle. Oggi è diventato sinonimo di Lombardia, intesa non solo come Istituzione, ma anche come entità geografica. Vuole simboleggiare la regione Lombardia, le sue provincie e le radici cristiane di questa regione.
Il nome Duchi
Erano le famiglie guerriere che governavano i vari ducati in cui era suddiviso il regno lomgobardo. In caso di attacco dall'esterno le famiglie eleggevano un Re e si unvano in battaglia. Vuole simboleggiare le varie entità che compongono il progetto e che si uniscono per esprimere l'unità del territorio.
dicitura Nord Ovest
Intende esprimere la propensione del progetto verso Piemonte e Liguria e un possibile allargamento verso l'Emilia".

E queste le dichiarazioni del presidente Francesco Casali.
“Calvisano ha riposto a tutte le domande riportate nel protocollo della Fir, per cui pensiamo d’avere tutte le carte in regola per avere questa franchigia.
Il nome delle altre squadre non è stato reso noto perché mentre in Lombardia abbiano gia raggiunto accordi con società, nelle altre regioni, ci siamo limitati a raccogliere lettere d’intenti, per cui se ci viene assegnata la franchigia, queste società aderiscono. Si tratta solo di saper se avremo la franchigia.
In quanto all’aspetto della “territorialità”, evidenziato dal Presidente Dondi, possiamo dire che a Calvisano è stato preso in considerazione da tempo. Se l’idea è che siano due “mini-nazionali”, dobbiamo far sì che questo avvenga in un territorio ampio, e questo territorio sia idealmente coinvolto in questa franchigia. Non può essere solo uno spettatore, ma bisogna essere partecipi. I tifosi di Genova, ma anche di Torino saranno coinvolti e quindi vicini a questa squadra.
Sul fronte delle risorse finanziarie, un importante gruppo bancario si è detto disponibile a farsi capofila nella ricerca degli sponsor, per la cifra che noi gli abbiamo detto. E’ una cifra importante, ma necessaria per la partecipazione
La franchigia dei “Duchi Nord Ovest” rispetto alle altre candidature ha certamente delle potenzialità in più. Innanzitutto, quando si parla di giocatori d’interesse nazionale, non solo perché abbiamo rinnovato il contratto a Alessandro Zanni, ma va detto che nelle nostre fila abbiamo sei giocatori nazionali. E credo che altre realtà non ne abbiano. Abbiamo un know-how derivante dalla nostra esperienza in Europa. Negli ultimi anni abbiamo disputato poco meno di 30 partite internazionali, nella quasi totalità partecipando alla Heineken cup, altra cosa che gli altri non hanno. E c’è quindi un know how che va dal ricevimento degli ospiti ad altri aspetti, come la logistica, molto importanti nelle competizioni internazionali. Abbiamo, insomma, le carte in regola. Infine, va detto che, se c’è stata una squadra in linea con le direttive federali, questa è il Calvisano".

Ecco, una nuova candidatura. Nulla di strano sotto il cielo. Tutto in mano, ancora una volta, alla Fir, che a fine mese scremerà le candidate ed entro il 28 luglio sceglierà le due formazioni da iscrivere alla Celtic League. Nulla di nuovo, quindi. Tranne un passaggio del comunicato, messo alla fine, con nonchalance, ma che pesa come un macigno. "…pensando, nel lungo periodo, anche all'Emilia".