Brunetta scatenato: da Santoro a Bindi, un’Italia tutta da rifare

Da Rosy Bindi a Michele Santoro, dal decreto sulla Pubblica amministrazione a Fabio Fazio, l’ex ministro della P.A. non si risparmia

Renato Unchained. È un Renato Brunetta scatenato quello che quest’oggi ha scelto come bersaglio quotidiano Rosy Bindi. E l’ha fatto scegliendo il vocabolario e certe figure retoriche tipiche del bossianesimo: l’ex ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha posto il suo “aut aut”: o Rosy Bindi si dimetterà da presidente dell’Antimafia, o il Pdl è pronto alla guerriglia in Parlamento.

Durante il vertice di maggioranza sul decreto Pubblica Amministrazione, Brunetta spiazza tutti e disegna scenari di guerriglia parlamentare:

Le cariche istituzionali si decidono insieme, lo strappo dell’Antimafia non può essere tollerato e noi non parteciperemo alle attività dell’Antimafia fino a quando non sarà risolto il problema. Se Rosy Bindi non si dimetterà da presidente dell’Antimafia il Pdl è pronto alla “guerriglia” in Parlamento. Su questa posizione tutto il Pdl è unito come un solo uomo. La Bindi ha fatto il miracolo: ha riunito il Pdl.

Metafore militari a go go per Brunetta che, riguardo al decreto P.A., ha affermato che per quanto riguarda il Pdl “può decadere”:

Del Dl sulla PA non dico nulla, per rispetto. E’ il contrario della mia riforma e non posso dare un giudizio positivo. Ma sono uomo di istituzioni e rispetto il lavoro del Parlamento.

Guastatore irriducibile, Brunetta si è scagliato anche contro Servizio Pubblico, la trasmissione condotta da Michele Santoro. Brunetta, appellandosi al decreto legislativo “del 31 luglio 2005, n.177 come modificato dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 44″, vuole che le rettifiche vengano trasmesse in fascia oraria e con il rilievo corrispondenti a quelli della trasmissione che ha leso gli interessi delle “vittime” di Santoro.

Sulle pagine del Foglio Brunetta parla di “dovere morale e civico di ristabilire la verità” e pensa a

qualcosa di situazionista e anarchico, ma legatissimo, anzi basato sulla legalità, contro l’illegalità di chi si chiama ‘Servizio pubblico’ e invece trita il prossimo per scopi cannibalistici.

Sempre più scatenato, il Brunetta situazionista e anarchico pensa a un movimento che evochi Occupy Wall Street e si chiami Occupy Santoro oppure Occupy Fazio. Insomma non pago di aver messo i piedi sul tavolo di Fazio a Che tempo che fa e di aver fatto saltare l’accordo Rai-Crozza, adesso Brunetta vuole riorganizzare anche il palinsesto serale de La 7. Guerriglia a 360°. Oppure soltanto guerrilla marketing nel bel mezzo del crepuscolo berlusconiano?

Via | TmNews

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