Indonesia: traffico di droga, tra poche ore 10 condanne a morte

Tra i condannati a morte cittadini di nazionalità nigeriana, francese, indonesiana, brasiliana, filippina e australiana. Appelli e manifestazioni per la sospensione del verdetto.

A distanza di poche ore dall’esecuzione della prevista pena di morte comminata in Indonesia a dieci condannati per traffico di droga, aumentano le pressioni internazionali affinché le autorità indonesiane decidano di sospendere la sentenza. I parenti dei condannati intanto sono giunti nella prigione di Besi, nell’isola Nusakambangan, per quello che salvo sorprese sarà l’ultimo triste saluto ai loro cari.

Tra i condannati a morte ci sono anche due cittadini australiani, il primo ministro del Paese oceanico, Tony Abbott, da Parigi, ha lanciato un appello a favore dei connazionali condannati alla pena capitale:

“Siamo contro la pena di morte, in qualsiasi Paese Voglio dire agli australiani che anche in quest’ultima ora continuiamo a dire al governo di Jakarta, nel modo più forte possibile, che quello che stanno facendo non è nell’interesse dell’Indonesia”.

Nella capitale delle Filippine, a Manila, invece centinaia di manifestanti sono scesi in strada protestando davanti all’ambasciata indonesiana per la sospensione della pena per la connazionale Mary Jane Veloso.

Il pugile filippino Manny Pacquiao, campione mondiale in otto classi di peso nonché parlamentare, ha lanciato un appello al presidente indonesiano Joko Widodo perché conceda la grazia alla 30enne filippina condannata a morte dopo essere stata arrestata a Giacarta per possesso di droga:

“Supplico Vostra Eccellenza, facendo appello al vostro grande cuore, di salvarle la vita risparmiandole l’esecuzione”

Il governo di Giacarta però non sembra avere nessuna intenzione di intervenire in questo senso. Gli altri condannati a morte per traffico di stupefacenti sono di nazionalità nigeriana, francese, indonesiana e brasiliana.