Medico genovese suicida: il figlio era ai domiciliari per traffico di farmaci antitumorali

Suicida un pediatra genovese: il figlio, farmacista, arrestato per traffico di farmaci antitumorali. Lasciato un biglietto: “Magistratura miope, a volte uccide”

16:57 – Il Procuratore Capo della Repubblica di Monza Corrado Carnevali, a proposito del messaggio lasciato dal medico suicida ha rilasciato un brevissimo “no comment” riportato dall’agenzia Ansa:

“Ormai dicono tutti così. Non c’è altro da commentare”

Secondo le notizie stampa il procuratore capo monzese è apparso affranto e colpito dalla notizia del suicidio dell’uomo.

27 aprile 2015, ore 14:27 – Un uomo si è suicidato gettandosi dal ponte Monumentale, nel centro di Genova: con lui c’era anche la moglie, anch’ella decisa a suicidarsi, la quale ha tuttavia esitato all’ultimo momento dopo avere visto il marito gettarsi ed è stata salvata in extremis dalla polizia. La donna è ora ricoverata in ospedale in stato di choc.

Protagonista della tragica vicenda Francesco Menetto un pediatra genovese di 65 anni, molto noto in città, che avrebbe ha deciso di suicidarsi dopo che il figlio, farmacista, è stato arrestato per un giro di farmaci antitumorali dalla procura di Monza. Prima di lanciarsi nel vuoto aveva scritto su un biglietto:

“La magistratura miope a volte uccide”

Marito e moglie erano scossi per un’inchiesta della procura di Monza che aveva scoperto un giro di farmaci antitumorali venduti all’estero, e che era culminata lo scorso 2 aprile con l’arresto del figlio della coppia, farmacista.

Costui, Marco Menetto Ballario, 36 anni, era socio della Farmacia San Giacomo di via Bixio 9, una delle più note di Carignano, ma anche legale rappresentante di una società all’ingrosso che ha sede in via Sardorella 109, a Bolzaneto, ai domiciliari dal 3 aprile perchè accusato di reati che vanno dall’associazione a delinquere alla ricettazione, il riciclaggio e il commercio internazionale di medicinali rubati (alcuni costavano anche 10 mila euro a confezione). Il danno complessivo stimato dalla Polizia è di circa 30 milioni di euro, dirottati in un mercato di farmaci antitumorali parallelo in Germania, Olanda, Polonia, Bulgaria e Montenegro, con tanto di fatture false.

Secondo la ricostruzione di Repubblica Genova quegli arresti rientravano nell’operazione “PharmaConnection”, che per ora ha portato all’arresto di 19 persone (6 in carcere e 13 agli arresti domiciliari), al sequestro di beni mobili, immobili, titoli e conti correnti per 23 milioni e al sequestro di medicinali per circa 3.

(in aggiornamento)

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