Beppe Grillo, Casaleggio e l’incontro a Roma con i parlamentari del Movimento 5 Stelle

Potrebbe essere oggi il giorno del chiarimento dopo le polemiche sull’abolizione del reato di clandestinità.

Non è ancora sicuro che sia proprio oggi il giorno dell’incontro a Roma tra Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Rimandato settimana scorsa, era stato detto ai pentastellati di tenersi pronti perché il preavviso sarebbe stato solo di due ore. Ragion per cui non ci sarebbero state fughe nei luoghi più nascosti della provincia romana come fu nell’aprile di quest’anno; ma un più canonico incontro in Parlamento.

A far pensare che il giorno sia proprio oggi è stata un’Ansa battuta ieri che annunciava per mercoledì il fatidico incontro. E adesso? Una volta scoperti i piani salterà nuovamente tutto? Potrebbe anche andare così, vista l’inevitabile ressa di giornalisti che le discese dei due capi indiscussi del M5S provocano e visto anche che Casaleggio “non ama la confusione”.

E però sarebbe il caso che questo incontro si facesse, anche perché il tema che l’ha reso necessario, e cioè l’emendamento pentastellato che porterebbe all’abolizione del reato di clandestinità, è già passato in secondo piano e il rischio è che il ricordo di quanto accaduto (compreso post di Grillo contro il suo stesso movimento) sia meno impresso nella memoria.

Un promemoria di quello che si dovrebbe discutere lo ha in un certo senso pubblicato sulla sua pagina Facebook il dissidente Francesco Campanella, all’interno di un post intitolato: “Si può del M5S senza essere grillini? Sì”.

Grillo ricomincia a fare il megafono senza cazziare o cacciare chi non la pensa esattamente come lui;
Casaleggio, visto che è un tecnico della comunicazione sul web si mette a lavorare alla piattaforma, anche utilizzando i contributi di tutti quelli che si sono rotti le ossa a lavorare a ipotesi di piattaforma, nell’attesa di quella ufficiale;
Gli uffici comunicazione dei gruppi parlamentari, scelti e governati da Casaleggio, si mettono a produrre una comunicazione critica. Tale da mettere gli iscritti in condizione di formarsi liberamente una propria opinione;
Gli attivisti cominciano a decidere le linee politiche del Movimento e smettono di fare i diffusori dei post del Blog.
E così il Movimento sarà quello che ci siamo promessi accostandoci ad esso e la vecchia politica vedrà la fine del proprio tempo.

Non perché all’ordine del giorno ci sia lo scontro tra talebani e dissidenti, o la tirannia di Beppe Grillo, ma perché di sicuro una delle questioni centrali sarà il funzionamento della mitica piattaforma del Movimento 5 Stelle, quella che avrebbe dovuto consentire agli attivisti di decidere dal basso i programmi e che invece è stata utilizzata per le espulsioni e poco più. I sospetti che il leader M5S non sia più convinto della possibilità di mettere in piedi un meccanismo del genere sono forti, soprattutto perché questo lo priverebbe del potere di dettare l’agenda.

E questo si è visto proprio nel momento in cui i due leader hanno reagito malissimo a una proposta politica, la depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina, che da quanto si è capito era condivisa da tutti i parlamentari M5S. Il tema, però, non era nel programma. E quindi non si sarebbe dovuto affrontare. Allora che fare di tutte le questioni che sorgono quotidianamente in Parlamento e che non sono trattate dal programma? Secondo Grillo, se ne discute sul web e poi si affronta il tema nella prossima legislatura (e se gli altri partiti nel frattempo vanno avanti?), ma è un metodo che ai parlamentari non piace.

L’impressione è che essere ridotti a fare i portavoce allineati con il capo inizi ad andare un po’ stretto a tanti di loro. Ma è difficile che questioni così importanti, e che riguardano quelle che sono le fondamenta del Movimento 5 Stelle, possano essere risolte in un incontro di un pomeriggio.