Lega Nord, le intercettazioni telefoniche di Belsito

Pubblicati stralci delle conversazioni dell’ex tesoriere leghista con la moglie di Bossi

di guido

Nella Lega ci sono “troppi ignoranti”, Bossi è un genio “circondato da imbecilli” e Calderoli “un asino vestito da generale”. Parola dell’ex tesoriere della Lega Nord, quel Francesco Belsito da cui è nato il terremoto che ha coinvolto il Carroccio negli ultimi mesi e che ha costretto Umberto Bossi a dimettersi da segretario. Mentre Roberto Maroni cerca faticosamente di lanciare il progetto di Lega 2.0, ogni giorno la “Lega 1.0” torna a farsi sentire, ora con le dichiarazioni del Senatùr, ora con le intercettazioni telefoniche agli atti dei procedimenti penali, pubblicate oggi dal Sole 24 ore.

E, nonostante Bossi si sia lamentato di non essere stato messo a conoscenza delle manovre di Belsito, l’ex tesoriere aveva fitti scambi di telefonate con Manuela Marrone, la moglie del Senatùr:

Manuela Marrone: No (…) (Bossi, ndr) Ha lasciato troppo andare.
Belsito: Ma troppo! Fanno tutti i loro comodi. Non c’è un settore che funziona. Le associazioni padane non funzionano… non funziona niente. Niente, niente (…) Io mi vergogno! Ma mi vergogno veramente. È tutto lo staff attorno! È una cosa impressionante (…) è composto da gente ignorante e da imbecilli.
M.M.: Essendo lui un genio, ha potuto essere sempre contornato da imbecilli. Tanto faceva lui. È quello il problema!

E tra i bersagli preferiti di Belsito c’era il ministro Calderoli. Il “suo” ministro, perché all’epoca Belsito era anche sottosegretario alla Semplificazione normativa, e quindi lavorava a stretto contatto con Calderoli.

Belsito: Quell’altro asino bardato da generale. Perché quello è un asino bardato da generale, il mio ministro. Quello è veramente un asino. Devo togliermi la soddisfazione di dirglielo, che è un asino, veramente. (…) Io non riesco a capire come un asino del genere è diventato ministro?
Manuela Marrone: Pensa! Pensa!
B.: Se quello è diventato ministro, io un giorno posso pensare di fare il presidente.
M.M.: il Papa!
B.: Il Papa! (…) Io lo guardo e dico: che cosa ha fatto alla semplificazione normativa?
M.M.: Ah, non lo so!
B.: Cosa ha fattooo?
M.M.: Non lo sa nessuno.


Ma i due parlano anche degli altri componenti della famiglia Bossi, i figli Renzo e Riccardo, cui Belsito provvede a pagare le spese personali. Al “Trota”, che si lamenta per le spese di viaggio e di cellulare, dà una scheda telefonica e una viacard a carico della Lega (e quindi nostra), mentre a Riccardo, provetto automobilista, paga la sostituzione delle gomme, riferendo poi la cosa a Manuela Marrone.

C’è anche altro, che dimostra come Belsito avesse il polso della situazione economica non solo del partito ma anche dei suoi componenti. Come Roberto Cota, alla vigilia della sua elezione a governatore del Piemonte. In una telefonata a Rosi Mauro rivela:

Belsito: Sui conti del Piemonte non è in regola. Deve un sacco di soldi (…) Ho beccato che deve 110mila euro. Non sta pagando da due anni (…) Cota ha dei problemi… Il Piemonte deve 120mila euro al partito. Deve avere dei grossi problemi anche finanziari. Spende di più di quello che ha

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