Decadenza Berlusconi: voto segreto sempre più probabile

Posizioni bloccate in giunta per il regolamento. Mentre gli scossoni all’interno di Scelta Civica potrebbero cambiare gli equilibri nel giorno decisivo.

Il voto sulla decadenza di Berlusconi si avvicina (si parla di metà novembre), ma ancora non si sa se questo sarà a scrutinio segreto o palese. O meglio, fino a non molto tempo fa era certo che il voto sarebbe stato anonimo, ma le manovre del Movimento 5 Stelle (che punta all’abolizione del voto segreto) e del Pd (che punta al voto palese in questa occasione) hanno messo in dubbio quella che sarà la modalità con cui Palazzo Madama si esprimerà sulla “cacciata” del Cavaliere.

Se ne parlerà, e probabilmente si prenderà una decisione, nella riunione della giunta per il regolamento del 29 ottobre. Al momento le posizioni sono bloccate, con sei esponenti della giunta a favore del voto segreto e 6 per il voto palese. Ai quali si aggiungono gli “aghi della bilancia” Lanzillotta (Scelta Civica) e Zeller (Svp). Entrambi non hanno ancora comunicato la loro posizione ufficiale, ma sembrano propendere per il voto segreto, visto che si deve decidere sul destino di una persona (e il regolamento in questo caso prevede lo scrutinio anonimo).

Anche la posizione del Pd è decisamente meno granitica di quanto potrebbe sembrare. Sulla carta gli esponenti democratici in giunta sono per il voto palese, ma in questi giorni sono spuntati parecchio distinguo. In primis quello di Gianni Cuperlo, candidato alle Primarie Pd: “C’è un regolamento e non vorrei che precipitassimo nelle regole contra personam”. Posizione appoggiata anche dall’ex segretario Bersani: “Non si cambiano le regole in corsa”.

La questione non è secondaria, soprattutto adesso che gli scossoni che stanno avvenendo in Scelta Civica potrebbero avere il risultato di portare acqua al Mulino del Cavaliere. Il sospetto infatti è che per arrivare all’unione degli alfaniani del Pdl e quello che rimane di Scelta Civica si debba prima necessariamente salvare Berlusconi. Entro la data in cui si voterà per la decadenza gli accordi potrebbero essere andati in porto e prevedere un tentativo di salvare il Cavaliere, grazie ai 12 che hanno firmato la lettera di sostegno al governo che ha provocato la spaccatura in Scelta Civica, e che sta alla base del tentativo di creare un nuovo grande centro con Angelino Alfano leader. Pierferdinando Casini e Mario Mauro, capofila dell’ala “popolare”, hanno annunciato di non avere ancora scelto come votare e lo stesso hanno fatto alcuni degli undici senatori che li hanno seguiti.

Tredici che potrebbero quindi, e si dice con molta insistenza, votare contro la decadenza di Berlusconi. Ovviamente una situazione del genere è più facile da mettere in conto se il voto sarà effettivamente segreto, dal momento che, così, nessuno potrebbe essere esplicitamente accusato di aver salvato il Cavaliere per un tornaconto politico (cosa di cui nessuno si stupirebbe), mentre molti sospetti potrebbero ricadere anche su altri partiti. Se anche le cose andassero in questo modo non ci sarebbe una maggioranza pro-Cavaliere: la maggioranza al Senato è fissata a quota 161 e i voti sicuri contro la decadenza di Pdl, Lega e Gal sono al momento 117. Con i rinforzi di Mario Mauro & co. si arriverebbe a 130, forse qualcosa in più, ma non basterebbe ancora.

E qui arriviamo ai sospetti fantapolitici che circondano Pd e Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo, secondo alcuni, potrebbe votare per salvare Berlusconi per poi accusare i democrats, mentre altri parlano di alcuni esponenti Pd non così convinti della cacciata del Cavaliere, che priverebbe la sinistra dell’unico collante che ha avuto negli ultimi vent’anni e spalancherebbe le porte alla nuova Dc. Ma, qui, davvero, siamo ai confini del complottismo.

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