Mario Monti – L’incontro segreto in Idaho

Il premier sarà in compagnia di gente come Bill Gates e Mark Zuckerberg

Non solo Trilateral e Gruppo Bilderberg, c’è un altro summit di quelli segretissimi (più o meno) che fanno la gioia dei complottisti di mezzo mondo a cui Mario Monti si appresta a partecipare, dal 12 al 15 luglio in Idaho: la Allen & Company Sun Valley Conference. Partecipazione confermata sul sito di Palazzo Chigi, incontri dell’Eurogruppo permettendo. Lo rivela Europa:

Non è proprio usuale che un premier partecipi a un simile appuntamento, un summit annuale che riunisce i colossi del mondo dei media e della Silicon Valley. Gente come Mark Zuckerberg e Bill Gates, Eric Schmidt di Google e Jeff Bezos di Amazon, Dick Costolo di Twitter e Rupert Murdoch. Invitati dal 1983 da una banca d’affari specializzata nel settore con tutte le garanzie del caso: massima segretezza sulla lista degli invitati (tanto che loro, ovviamente, non confermano a Europa la presenza del premier), consegna del silenzio sui panel e i temi trattati, niente giornalisti tra i piedi.

Gli invitati sono segreti, c’è la consegna del silenzio sui temi trattati e i giornalisti non sono ammessi. Gli ingredienti per scatenare le fantasie sul complotto bancario-massonico di cui il nostro premier farebbe parte ci sono tutti (anche se lui, a domanda diretta, ha già detto di non essere un massone). Ma, in effetti, perché Monti dovrebbe incontrare i pezzi grossi del mondo 2.0 – e non solo – in una stazione sciistica dell’Idaho?

Facile immaginare la curiosità che questo mondo di tycoon possa avere nei confronti della delicatissima situazione europea. Con corpose quote di mercato e investimenti sulla piazza del vecchio continente, legittimo immaginarsi cosa chiederanno i media mogul al primo ministro italiano, fresco di decisioni prese a Bruxelles, se decidesse davvero di andare. Tanto da ipotizzare addirittura un ruolo semiufficiale di Monti in Idaho, a rappresentare nella sua interezza una Unione europea mai così divisa.

Forse questi incontri sono un po’ troppo oscuri per un opinione pubblica che chiede sempre più trasparenza, forse che un premier rappresenti l’Unione Europa davanti ai nerd miliardari in veste non ufficiale non è il massimo dell’istituzionalità. Ma, forse, non è il caso di invocare complotti e si può interpretare la presenza di Monti in un modo più semplice:

Ma il presidente del consiglio, in un contesto in cui si fanno affari a molti zeri, potrebbe invece contribuire a mandare un segnale di fiducia per l’Europa e l’Italia a una business community un po’ in ansia. Consolidando quell’immagine di «amico americano» che la Casa Bianca vede di buon occhio, come broker del delicato negoziato con gli altri partner Ue, Merkel in testa.

Ormai Monti è un habitué dei salotti con “clausola di segretezza” e si cura ben poco delle speculazioni più o meno assurde che vengono fatte. E fa bene: Monti, Gates e Zuckerberg di bianco vestiti a officiare bizzarri riti segreti per decidere dei destini del mondo è un’immagine che convince ben poco…

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