Sciopero dei sindacati contro la Legge di stabilità

4 ore a novembre, forme diverse nelle diverse aree del paese. Con l’obiettivo di influenzare il dibattito parlamentare.

Più che uno sciopero “contro” la legge di stabilità, quello che i sindacati di Cgil, Cisl e Uil stanno preparando sembra uno sciopero “per” la legge di stabilità, nel senso che le mobilitazioni, che si terranno contemporaneamente alle discussioni in parlamento che puntano a modificare la manovra finanziaria, hanno l’esplicito obiettivo di riuscire a influire sul dibattito e portare modifiche nella direzione auspicata da Camusso, Angeletti e Bonanni.

Lo sciopero sarà di quattro ore, articolato in modo diverso in diverse aree del paese, e si terrà nel mese di novembre. Le parole pronunciate da Enrico Letta nel corso del forum dedicato all’Agenda Digitale sembrano però essere una risposta indiretta alle mobilitazioni: “Si blocca tutto quando non si scioglie alla radice il meccanismo per non dire dei no: si mettono tutti a bordo e non si decide niente. Bisogna stabilire la gerarchia e stabilire chi comanda, solo così si portano a casa i risultati”.

Difficile che bastino queste parole per far alzare bandiera bianca ai sindacati, che hanno parlato di una legge di stabilità che “condanna il Paese alla stagnazione”. Ragion per cui partiranno gli scioperi nel tentativo di modificare il corso della manovra durante il dibattito parlamentare, dopodiché “faremo il punto con i consigli generali e speriamo che la campagna sarà servita e abbia prodotto risultati. Coerentemente con questo nei prossimi giorni chiederemo confronti con i capigruppo di Camera e Senato”.

Nel mirino di Cgil, Cisl e Uil soprattutto le azioni per ridurre il cuneo fiscale, dal momento che la “riduzione del carico fiscale è del tutto simbolica e quindi non efficace, questa finanziaria non è lo strumento utile a imprimere un’inversione di tendenza nella politica economica del Paese”. Secondo Susanna Camusso “la legge di stabilità non determina un cambiamento, conferma la tendenza degli ultimi anni. Il cambiamento deve avvenire trovando risorse da dare alla riduzione fiscale per lavoratori dipendenti e pensionati. Si può e si deve, anche a saldi invariati, facendo scelte diverse. Ora bisogna agire per modificare insieme questa legge in parlamento”.

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