Legge di Stabilità 2013: le possibili modifiche e l’assalto alla diligenza

Dal cuneo fiscale alla Trise, dalla Sanità ai tagli per gli statali. E intanto la manovra è al vaglio di Bruxelles.

La legge di stabilità è stata appena varata dal governo Letta, ma non è che il suo percorso si sia così concluso. Al contrario: innanzitutto deve arrivare il beneplacito della Commissione Europea, e poi ci saranno i passaggi parlamentari, momento fondamentale per cui tutti i partiti stanno già affilando le armi. E a pensarci bene, però, non si capisce neanche che se ne faccia l’Europa di leggere il testo di una manovra finanziaria che potrebbe uscire stravolta dagli emendamenti che saranno presentati a Camera e Senato. E che potrebbero arrivare a costare fino a 10 miliardi in più.

Innanzitutto il cuneo fiscale: 14 euro al mese in più in busta paga sono davvero un’inezia e rischia di essere percepito dai lavoratori come una presa in giro, un contentino microscopico. Meglio allora provare a concentrarsi sui redditi più bassi, abbassare insomma la platea di chi beneficia di questi aumenti: da 15,9 milioni di lavoratori dipendenti ai 7,8 milioni che guadagnano fino a 20-22mila euro.

In questo modo si calcola che i bonus potrebbe diventare più sostanziosi: 200 euro l’anno invece di 172 per i redditi attorno ai 15mila euro e 176 (invece di 151) per quelli attorno ai 20mila euro. Ancora non molto, non certo l’importo necessario per dare una scossa all’economia. E proprio per questo il Partito Democratico punta a raddoppiare i fondi per la riduzione del cuneo fiscale, da 2,5 miliardi a 5 miliardi. Come doveva essere all’inizio.

Il Pdl punta invece il suo mirino contro le nuove tasse Tari, Tasi, Trise. Troppo pesante la nuova famiglia di imposte, che rischia di cancellare del tutto l’apertura di credito che il Popolo delle Libertà si è conquistata dopo essere riuscito a imporre l’abolizione dell’Imu. Anche perché, a differenza di quanto dicono le voci governative, secondo il Pdl il rischio è di subire una stangata, forse ancora peggiore dell’accoppiata Imu-Tares.

Il capitolo sanità: evitati i tagli, adesso la nuova frontiera è cercare di evitare l’aumento dei ticket regionali. A differenza delle altre questioni aperte, su questo tema c’è già un accordo di massimo con il governo. La norma però manca, e soprattutto è costosa. Potrebbe valere da sola anche 2 miliardi di euro.

A tutto ciò si aggiungono gli emendamenti che proveranno a evitare i tagli al comparto sicurezza e per i 3 milioni di statali in generale, si proverà ad aumentare le risorse per la cassa integrazione e altro ancora. L’assalto alla diligenza incomincerà domani; prevedere quando si concluderà è invece molto più difficile.

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →