Sit-in a Porta Pia: domani l’incontro con Maurizio Lupi

21 ottobre Seconda notte trascorsa dai manifestanti accampati a Porta Pia, dove si è creata una piccola tendopoli dopo la manifestazione di Roma. Una quindicina le tende ancora presenti al presidio, che però dalla piazza centrale si sono spostate davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per non ostacolare i trasporti. Dai collettivi universitari


21 ottobre Seconda notte trascorsa dai manifestanti accampati a Porta Pia, dove si è creata una piccola tendopoli dopo la manifestazione di Roma. Una quindicina le tende ancora presenti al presidio, che però dalla piazza centrale si sono spostate davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per non ostacolare i trasporti. Dai collettivi universitari arriva la conferma che il sit-in terminerà probabilmente domani: “Resteremo sicuramente fino a domani, quando è previsto un incontro con il ministro Lupi. Una giornata che vedrà mobilitazioni a sostegno in diverse città”.

Al presidio sono ancora presenti gli attivisti dei movimenti per la casa di Roma, gli studenti, i movimenti no Muos, No Tav e il movimento migranti e rifugiati, che oggi si sposteranno momentaneamente davanti a piazzale Clodio, dove si terrà il processo per direttissima nei confronti di 6 manifestanti fermati ieri.

La manifestazione si trasforma in un sit in Porta Pia

14.30 – Il sit-in sembra aver sortito l’effetto sperato. Paolo Di Vetta, tra gli organizzatori – movimenti per la casa e i No Tav, No Muos, No Expo – della manifestazione di ieri, ha annunciato poco fa che per martedì 22 ottobre, alle ore 18, è in programma un incontro con Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e i sindaci di diverse città.

Intanto, fanno sapere dal piazzale di Porta Pia, il sit-in andrà avanti a oltranza almeno fino a martedì, poi i manifestanti si sposteranno nelle rispettive città di provenienze e proseguiranno lì la protesta. Nel fine settimana, invece, è prevista un nuovo sit-in a Firenze in concomitanza con l’assemblea annuale dei sindaci.

11.24 – gli organizzatori del sit-in di ieri hanno indetto per oggi, 20 ottobre, un incontro pubblico nella Capitale che rappresenti “un momento di discussione e rilancio del percorso iniziato con la manifestazione di ieri“:

I numeri e la qualità della partecipazione alla giornata di mobilitazione del #19o mostrano, senza ombra di dubbio, che le strategie di panico messe in atto da questura e media mainstream nei giorni precedenti non hanno funzionato. Il messaggio del terrore non ha tenuto la gente a casa, né il comportamento di Trenitalia ha impedito che migliaia di persone giungessero da tutta Italia per portare il contributo e la voce delle lotte in corso. […] L’unica grande opera che c’interessa è casa e reddito x tutt*!”. Lo ribadiamo da qui, da questa piazza di cui ci siamo riappropriati in decine di migliaia. L’acampada di oggi non è il punto di arrivo ma l’inizio della sollevazione: un contributo all’innesco di un processo sociale più generalizzato di partecipazione e riappropriazione.

Domenica 20 giugno, ore 10.00 – La notte a piazzale di Porta Pia è trascorsa in tranquillità. Alcune decine di antagonisti impegnati ieri nella manifestazione si sono accampati nel piazzale e stamattina hanno cominciato a ripulire l’area, intenzionati comunque a mantenere il presidio almeno per la giornata di oggi. Sul posto anche le forze dell’ordine impegnate a monitorare che tutto si svolga pacificamente.

Restano chiuse al traffico, al momento, Corso d’Italia e le vie limitrofe dalla Salaria a Porta Pia.

22:53 – Ancora centinaia di persone sono rimasta a Porta Pia, hanno cenato in Piazza e hanno montato le tende. Probabilmente si intratterranno fino a domani.

Ore 21:10 – Gli ordigni disennescati sono in tutto tre e si trovavano nel quadrilateri dei ministeri, cioè tra i ministeri di Economia Lavoro e Infrastrutture e la sede di Trenitalia. Il numero delle persone fermate dalla polizia sale a 15. Gli agenti lievemente feriti sono otto.

Manifestazione a Roma 19 ottobre 2013

Ore 20:08 – Ora arriva la conferma che le bombe carta esplose davanti al ministero dell’Economia sono state tre. Un ispettore della polizia è stato rianimato perché è stato colpito da infarto mentre correva durante i tafferugli davanti alla sede di Casa Pound. Due carabinieri sono stati feriti, ma non in maniera grave.

Ore 20:05 – A Porta Pia sono state montate una quindicina di tende, ma sarebbero alcune centinaia le persone che vogliono restare per il sit-in, anche se per gran parte la piazza ora si è svuotata.

Ore 19:41 – Gli artificieri hanno disinnescato la bomba trovata a Piazza della Croce Rossa. L’ordigno conteneva un proiettile calibro 12 e sarebbe stato più pericoloso di una bomba a mano se fosse esploso.

Ore 19:10 – Gli artificieri hanno ricevuto una segnalazione e sono andati a Piazza della Croce Rossa. Intanto si viene a sapere che sono almeno tre i soggetti arrestati in flagranza di reato.

Ore 18:35 – Facciamo il punto della situazione: il corteo, che ha anche un servizio d’ordine interno molto efficiente, ha manifestato in maniera pacifica, tra i partecipanti c’erano anche famiglie con bambini nei passeggini. La maggior parte sono arrivati a Piazzale di Porta Pia senza problemi, alcuni vogliono restarvi per un sit-in che dovrebbe durare fino a domani.

Tuttavia ci sono stati dei disordini lungo il percorso e soprattutto davanti ai ministeri causati da infiltrati che si sono coperti con dei cappucci, alcuni vestiti di nero al momento delle azioni dimostrative e pronti a cambiarsi la maglia per non farsi identificare successivamente. Ci sono stati momenti di tensione quando, dopo Piazza Santa Maria Maggiore, una piccola parte del corteo ha deviato verso la sede di CasaPound i cui rappresentanti sono scesi indossando dei caschi, ma non si è arrivati allo scontro, i due gruppi non sono entrati in contatto. Ci sono poi stati lanci di bottiglie e uova contro il ministero dell’Economia. Si sono sentite anche delle esplosioni, ma non è sicuro che fossero bombe carta, potevano essere anche dei petardi. Nei pressi di Corso Italia alcuni gruppetti si sono distaccati dal corteo e hanno bruciato dei cassonetti. Sono state sfondate le vetrine di Unicredit in via Boncompagni e sono stati usati dei fumogeni. L’assalto al ministero dell’Economia è stato condotto da persone incappucciate.
Ora Piazzale di Porta Pia è pieno di persone, alcune di loro sono intenzionate a rimanere lì piantando delle tende.
Ci sono stati dodici fermati che sono stati portati in questura.

Ore 18:23 – La testa del corteo è già arrivata a Piazzale di Porta Pia. Probabilmente resteranno accampati lì come hanno fatto gli Indignados a Madrid, anche se per la tendopoli i manifestanti non hanno l’autorizzazione.

Ore 18:08 – In via Boncompagni sono state sfondate le vetrine di Unicredit.

Ore 18:03 – In contemporanea al corteo, c’è un assedio virtuale da parte di Anonymous che ha attaccato, rendendoli irraggiungibili, i siti del ministero delle Infrastrutture, della Corte dei Conti della Cassa Depositi e Prestiti, oltre che di alcune testate giornalistiche. L’operazione si chiama Tango Down, sono attacchi Ddos che non consentono di raggiungere l’url dei siti presi di mira dalle 16:30 del pomeriggio.

Ore 17:48 – Intanto arriva la smentita circa la statua di Giovanni Paolo II: non è stata imbrattata, c’è solo una scritta, ma molto piccola, sulla base.

Ore 17:46 – La tensione sta salendo nel corteo. Davanti al ministero dell’Economia, in Via XX Settembre, ci sono individui a volto coperto e si è sentita esplodere probabilmente una bomba carta.
Intanto ecco in un video un momento in cui CasaPound cerca di aggredire il corteo che è difeso dalle forze dell’ordine.

17:39 – Secondo alcune fonti sono state lanciate uova su un portone laterale del ministero dell’Economia, altre dicono che sarebbero state lanciate addirittura bombe carta. Pare inoltre che sia stata imbrattata la statua di Giovanni Paolo II alla Stazione Termini.

Ore 17:21 – Ecco un commento di Nicoletta Dosio del movimento No Tav

Ore 17:12 – C’è ancora un po’ di tensione in via Napoleone III, ma la questura ha detto che la situazione è sotto controllo e non ci sono stati contatti tra gli agenti e i manifestanti.

Ore 17:10 – Secondo gli organizzatori i partecipanti alla manifestazione sono 70mila.

Ore 16:51 – In via Merulana, da dove è partito il corteo, sono state lasciate delle scritte sui muri, mentre sotto il ministero delle Finanze c’è stato un lancio di petardi. In Piazza Santa Maria Maggiore c’è stato un lancio di uova contro le sedi di alcune banche.

Ore 16:45 – Alcuni manifestanti hanno provato a deviare il percorso nei pressi di Santa Maria Maggiore, girando in via Napoleone II verso CasaPound invece di proseguire per via Cavour. Sotto la sede di CasaPound ci sono stati lanci di bottiglie

Ore 16:11 – Lungo il percorso di circa sette chilometri (più le vie laterali) ci sono circa 4mila agenti della polizia divisi in un’ottantina di posti di blocco che sorvegliano il corteo. All’altezza di via Manzoni alcuni manifestanti hanno iniziato a coprirsi il volto.

Ore 15:38 – Intanto si viene a sapere che la polizia, lungo il percorso, ha sequestrato spranghe e sampietrini ad alcuni manifestanti. Per ora, però, sembra tutto tranquillo.

Ore 15:33 – Il corteo è partito e ha percorso già i primi 200 metri su via Merulana, anche se la coda si sta ancora formando, in modo piuttosto caotico, in questo momento.

Ore 15:15 – Il ritardo della partenza ora è di oltre un’ora, intanto i presenti si gustano il bel tempo che c’è oggi a Roma.

Ore 15:07 – Il corteo deve ancora partire, intanto si nota che su via Merulana la maggior parte dei negozi sono chiusi, hanno lasciato le serrande abbassate per evitare danni da eventuali infiltrati violenti, è rimasto aperto solo qualche bar.

Ore 14:59 – L’hashtag che i manifestanti stanno usando su Twitter è #19O, che è già tra i trend topic.

Ore 14:57 – Il motivo per cui il corteo non è ancora partito è, a detta dei manifestanti, che la polizia ha bloccato all’ingresso di Roma alcuni autobus, perciò stanno aspettando che arrivino tutti per poter iniziare la manifestazione.

Ore 14:49 – La testa del corteo si sta ancora formando, il ritardo dunque aumenta e diventa di quasi un’ora.

Ore 14:35 – Il via del corteo è stato posticipato perché alle 14 non c’erano ancora tutti. Ora si sta formando il serpentone che arriverà poi a Piazzale di Porta Pia.

Ore 14:09 – Il corteo si accinge a iniziare il suo cammino da Piazza San Giovanni verso Porta Pia. I No Tav sono un centinaio, sono arrivati in pullman e qualcuno in autobus, ma in totale ci sono migliaia di persone (non ci sono ancora dati ufficiali sul numero dei partecipanti). Ricordiamo che l’iniziativa è partita dai movimenti per i diritti all’abitare. Ora i manifestanti si dirigeranno verso i palazzi del potere, in particolare il ministero dell’Economia e quello delle Infrastrutture, attorno ai quali hanno intenzione di accamparsi. Le parole chiave sono “sollevazione” e “assedio”, ma gli intenti sono assolutamente pacifici, sono state scelte queste parole proprio per evidenziare la volontà di farsi ascoltare da chi ha in mano il potere per poter attuare ciò che chiedono con il loro slogan e cioè “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”.

Ore 11:25 – Finora in totale sono 14 le persone fermate a Roma: i cinque black bloc francesi di ieri, quattro stanotte più altre cinque, tra cui alcuni stranieri di gruppi anarchici.

Ore 11:03 – Arriva la conferma che questa notte sono stati sequestrati altri oggetti pericolosi e sono state fermate quattro persone, tre uomini e una donna, che fanno parte dell’area anarco-insurrezionalista di Trento. I quattro sono stati fermati ieri sera nei pressi del ministero dell’Economia e per loro è stato disposto il foglio di via obbligatorio.

Ore 9:30 – Alle 14 di oggi pomeriggio da Piazza San Giovanni a Roma parte il corteo degli antagonisti. lo slogan scelto dai promotori di questa manifestazione è “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”. Intanto i No Tav sono preoccupati perché sono convinti che lo scopo di chi ha potere è fare in modo che coloro che sono contrari alle “grandi opere” come l’alta velocità siano associati ai black bloc e dunque etichettati come persone violente che hanno il solo intento di creare disordine, mentre tutto ciò che chiedono i manifestanti è di esprimere pacificamente le proprie idee e presentare le proprie richieste.

Manifestazione a Roma, sabato 19 ottobre 2013: il percorso del corteo

Venerdì 18 ottobre 2013

Si parla spesso di manifestazione dei No Tav, riferendosi al corteo che sfilerà per Roma il 19 ottobre partendo da Piazza San Giovanni, ma si tratta in verità di proteste contro le politiche di austerity e contro la precarietà nel mondo del lavoro e per ottenere “casa e reddito per tutti”. Anche per questo il corteo passerà davanti ad alcuni dei luoghi simbolo del governo delle larghe intese considerato “figlio” della troika: il ministero della Finanze, la Cassa depositi e prestiti, il ministero delle Infrastrutture. Sono gli stessi No Tav a chiarire la loro posizione in un comunicato:

La manifestazione di Roma è organizzata da varie realtà politiche e sociali che si muovono per il diritto all’abitare principalmente, cioè per difendere e richiedere casa e diritti per tutti. Sono quelle realtà che nella crisi difendono gli sfratti delle famiglie, occupano alloggi risolvendo realmente le emergenze abitative nelle metropoli. Lo slogan della manifestazione: “una sola grande opera: casa e reddito per tutti” ben spiega l’idea della manifestazione e perchè le ragioni del movimento notav s’intrecciano con quelle del diritto all’abitare. Una delegazione del movimento parteciperà, un’assemblea di presentazione si è tenuta quest’estate al campeggio di Venaus, ma non sarà una manifestazione notav.

Questo il percorso del corteo, che muoverà da piazza di Porta San Giovanni a piazzale di Porta Pia. Il corteo per il diritto all’abitare sfilerà dalle 14 alle 20 lungo via Merulana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Liberiana, via Cavour, via Giovanni Amendola, viale delle Terme di Diocleziano, piazza della Repubblica, via Cernaia, via XX Settembre, via Goito, piazza dell’Indipendenza, via San Martino della Battaglia, viale Castro Pretorio, piazza della Croce Rossa, viale del Policlinico sino a Porta Pia.

E siccome ormai non c’è manifestazione che non abbia il corrispettivo digitale della piazza, gli attivisti hanno anche preparato un “manuale di autodifesa digitale”. Consigli pratici, insomma, per evitare che le comunicazione siano intercettate. I consigli sono di questo tipo: “Impostate una password al blocco dello schermo del vostro telefonino; cifratura dell’intera memoria del telefono, per telefonare c’è RedPhone, SMS ed MMS invece possono essere affidati a TextSecure la cui funzione è quella di cifrare i messaggi testuali”.

In giro per la città compaiono i manifesti. Annunci tutt’altro che distensivi nonostante i messaggi che sono arrivati finora hanno sempre posto l’accento sull’importanza di tenere “una protesta pacifica”. Affissi per Roma però si leggono slogan come: “La guerra è iniziata”, “Alzati e combatti”, “Assediamo il potere”, “Ribelliamoci”. “Ricordate il 15 ottobre?”. Il riferimento è alla “battaglia”, così la chiamano gli attivisti, del 2011, quando i manifestanti misero a ferro e fuoco piazza San Giovanni. E il timore tra gli abitanti è proprio che quegli scontri si ripetano.

La manifestazione sarà preceduta da quella di venerdì 18, contemporanea allo sciopero generale indetto dai sindacati di base, mentre sabato saranno i precari, gli studenti, i migranti e i ragazzi dell’ala antagonista i protagonisti. Gli organizzatori si attendono un’adesione di circa 15mila persone. Il ministero dell’Interno si sta preparando: 4mila agenti schierati, strade bonificate, tolti tutti i cassonetti, tombini sigillati. La città sarà blindata in un triangolo di quasi tre chilometri fra piazza della Repubblica, San Giovanni e Porta Pia.

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