E Berlusconi archivia le primarie del Pdl

Nei piani di Berlusconi per contenere i danni non c’è spazio per la scelta del nuovo leader

di guido,

Sono durate meno di un mese le primarie Pdl, che con tutta probabilità verranno archiviate prima ancora di nascere, prima ancora di sapere come si sarebbero svolte e chi avrebbe partecipato. Nell’articolo che Repubblica di stamane dedica alle strategie di Berlusconi per rimanere a galla e contenere i danni nelle elezioni 2013 si dice chiaramente che il Cavaliere ha intenzione di cancellare l’appuntamento con le primarie, che d’altronde non era stato neppure calendarizzato.

Eppure era stato proprio Berlusconi ad annunciarle come modo per rilanciare l’immagine del Pdl, ma è stato subito chiaro che il progetto non avrebbe avuto vita facile tra le turbolenze interne al partito e i continui cambi di strategia dello stesso ex premier, che nelle ultime settimane si barcamena schizofrenicamente tra tendenze “grilline” anti-euro, volontà di farsi da parte e rigurgiti di protagonismo. E infatti, a parte l’annuncio, non c’era stato verso di dare una struttura a queste primarie: Alfano voleva farle on-line, e c’era anche chi proponeva di farle all’americana (con una durata di 4 mesi), e a parte lo stesso Alfano solo Galan aveva annunciato di volersi candidare. Insomma, c’era tutte le premesse per il flop.

Ora, dopo i progetti sgangherati tipo la Rosa tricolore, e le dichiarazioni anti-euro che hanno preoccupato non poco l’Ue, Berlusconi sembra volersi riprendere il partito nonostante l’entusiasmo dei suoi sia ai minimi storici, e nonostante il Pdl rappresenti in questo momento tutto e il contrario di tutto, dai montiani tipo Frattini agli indignados in salsa populista come la Santanché. E, con buona pace di questi ultimi, la strada di Berlusconi per non perdere il potere passa per Monti. Il Cavaliere sarebbe propenso a seguire il suggerimento che gli dava ieri il Corriere, di non lasciare cioè Monti a Casini e Bersani, e quindi l’idea è quella di un governassimo guidato dal Professore ma con ministri politici. Per fare questo occorre una legge elettorale ad hoc, di stampo proporzionale, che andrebbe bene anche a Pd e Udc.

E per mettere a freno i frondisti, pronti a lasciare il Pdl e correre da soli, la nuova legge elettorale dovrebbe prevedere uno sbarramento al 5%, abbastanza da scoraggiare i vari Gasparri e Meloni, pronti alla scissione pur di non sostenere le grandi intese. Ma lo sbarramento al 5% manderebbe in archivio anche un’altra idea di Berlusconi, quella delle liste civiche (la lista rivoluzionaria di Sgarbi, quella della Santanché, quella animalista della Brambilla e così via) che dovevano servire a riconquistare il consenso della gente. La situazione sembra troppo disperata per il Pdl, così meglio rimanere attaccati a Monti con una nuova legge elettorale. Ma il Pd cosa ne penserà?

Foto | ©TMNews

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