Sinagoga di Roma: Commemorazione per i 70 anni del rastrellamento del ghetto

Oggi sarà ricordata la tragica vicenda degli ebrei del ghetto di Roma, che ebbe luogo il 16 ottobre 1943. Presente alla cerimonia Giorgio Napolitano

Sono passati 70 anni dal rastrellamento del ghetto di Roma. Il 16 ottobre 1943, una retata, messa in atto dalle truppe naziste della Gestapo, portò alla cattura di 1259 ebrei. Di questi, 1022 vennero inviati nei campi di concentramento (207 erano bambini). Soltanto in 16 riuscirono a tornare indietro dall’orrore.

Oggi al Tempio Maggiore della capitale si terrà un rito di commemorazione, al quale saranno presenti il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il sindaco Ignazio Marino e il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il Presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, è stato intervistato davanti alla sinagoga prima dell’inizio della cerimonia. Ha ricordato con commozione le vittime del rastrellamento e si è anche lasciato andare a qualche considerazione sull’attualità.
Innanzitutto ha dichiarato di apprezzare la legge (in corso di approvazione alle camere) che punisce il reato di negazionismo. Tale normativa, secondo Pacifici, allinea l’Italia ad altri 14 paesi e “darà serenità agli ultimi sopravvissuti alla Shoah, che ieri alla notizia (dell’approvazione del testo in commissione, ndr) hanno pianto” (Via Ansa).

Il Presidente della Comunità ebraica, inoltre, ci ha tenuto a rimarcare che la nuova norma, seppure molto importante, non deve sostituire il ruolo imprescindibile della prevenzione e dell’educazione sull’olocausto.
Pacifici, infine, ha commentato con sdegno le azioni dei gruppi neonazisti al mancato funerale di Erich Priebke: “Hanno anche il coraggio di mostrarsi a volto scoperto, e questo gli fa onore, ma non potranno più permettersi l’impunità“.

Per parte nostra ci auguriamo che la giornata di oggi sia un’occasione di riflessione sulla vicenda di tanti ebrei italiani. Una risposta civile e democratica alle farneticazioni di vecchi fascisti degli anni ’70, giovani neonazisti e sacerdoti lefebvriani, che hanno riempito i giornali in questi giorni.