Sondaggi Primarie Pd: Matteo Renzi sempre in testa

I tre sfidanti si spartiscono le briciole. Le cose possono ancora cambiare?

Le primarie Pd hanno ormai i loro candidati ufficiali, quindi almeno per quanto riguarda la corsa alla segreteria non ci saranno sorprese dell’ultimo minuto in grado di mettere in difficoltà Matteo Renzi. Qualcuno aveva parlato di Enrico Letta (ma il governo è ancora in piedi e quindi niente da fare), qualcun altro aveva pensato a una outsider come Bianca Berlinguer, per dare al popolo della sinistra il campione che gli manca (in più una donna in una platea che invece sarà esclusivamente maschile). E invece niente, i candidati sono rimasti loro quattro: Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella.

Nelle ultime settimane, però i sondaggi non hanno mostrato nessuna significativa inversione di tendenza: non basta essere il candidato di dalemiani, bersaniani e giovani turchi a rendere Gianni Cuperlo un nome popolare, così come non basta la nomea di ribelle del Pd a far crescere i numeri di Pippo Civati. Matteo Renzi, secondo le rilevazioni Ipr, resta ampiamente in testa con il 63% delle preferenze.

Dietro di lui Gianni Cuperlo con il 17%; seguono Pippo Civati e Gianni Pittella con il 10%. Indecisi? Non molti: 18% dell’interno campione e quindi non un numero sufficiente per sperare di ribaltare i pronostici, che continuano a essere assolutamente a favore del rottamatore. Può cambiare qualcosa? Sì, dal momento che mancano due mesi al voto e che la campagna elettorale non è ancora iniziata.

Il problema però è che nessuno può competere con le risorse che è in grado di mettere in campo Renzi (nonostante le regole delle primarie Pd parlino di un tetto massimo di 200mila euro di spesa). Tra convegni, Leopolda, tour e marketing elettorale, è davvero difficile che qualcuno dei suoi sfidanti riesca a impensierire il sindaco di Firenze. La loro corsa sembra più che altro obbligata (Cuperlo), per provare a fare il salto di qualità (Civati) o per uscire dall’anonimato (Pittella).