Il Movimento 5 Stelle contro Beppe Grillo: referendum online sul reato di immigrazione clandestina?

Si va verso la prima prova di forza tra i capi e i pentastellati. Una via d’uscita potrebbe esserci, ma è molto rischiosa.


La sfida tra Movimento 5 Stelle (nel senso dei parlamentari) e Beppe Grillo sul reato di clandestinità non sembra essere vicina a una conclusione. Da una parte il fondatore del M5S, così come Casaleggio, non ha nessuna intenzione di cedere (potrebbe essere la fine del suo comando indiscusso), dall’altra parte i senatori pentastellati sono intenzionati a tenere duro, convinti della bontà del loro emendamento che depenalizza il reato di immigrazione clandestina.

Una situazione complessa, che secondo alcuni mette a rischio la tenuta stessa del Movimento 5 Stelle, ma che sicuramente è la prima vera prova di forza tra i leader e i vari “portavoce” eletti in Parlamento, che sopportano sempre meno di essere “schiacciabottoni per conto terzi” (come aveva detto tempo fa Tommaso Currò) e pensano che sia ora di conquistarsi una certa autonomia decisionale (per lo meno sulle questioni non trattate dal programma).

Come se ne esce? Innanzitutto ci sarà un incontro tra Grillo e i suoi parlamentari, a Roma. Oggi, domani o dopo, ancora non si sa e si scoprirà sicuramente solo all’ultimo. Il tentativo di riconciliazione, però, potrà andare in porto solo se i pentastellati obbediranno al diktat del loro capo, altrimenti sarà rottura. Proprio per questo sono i senatori e deputati a voler fare la richiesta di un referendum online che decida della questione, decisione che il quartier generale di Milano sta prendendo seriamente in considerazione. Uno strappo alla regola, viste le regole ferree dettate da Grillo (se anche referendum fosse, il risultato varrebbe solo dalla prossima legislatura, un’assurdità per mille e una ragioni), che potrebbe però rimettere assieme ai pezzi.

Sempre che Beppe Grillo e Casaleggio si convincano che sia questa la via d’uscita, perché se – come probabile – venisse fuori che la maggior parte dei militanti sul web è favorevole all’abolizione del reato di clandestinità, per i due leader sarebbe una clamorosa sconfessione e la conferma che i due non sono sempre e per forza in grado di interpretare i desideri del loro elettorato.