Legge di Stabilità 2013: il consiglio dei ministri. Ecco dove saranno trovati i soldi

Smentita la bozza circolata ieri sera, verso le 17 il cdm varerà la nuova manovra.

21.08 Ecco da dove arriveranno i soldi, lo spiega Letta prima di rientrare in consiglio dei Ministri: “Il reperimento delle risorse, cito i dati del 2014, avviene su quattro grandi voci: 4,5 miliardi di tagli alla spesa (3,5 allo Stato e 1 miliardo per le Regioni); 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari, revisione del trattamento delle perdite di banche e altri intermediari; un miliardo e 900 milioni da interventi fiscali: 500 milioni da limatura delle spese per tasse, e altri interventi che hanno a che vedere con le attività finanziarie, in particolare l’aliquota di bollo”.

20.13 Ancora Saccomanni: “Questa manovra va nella direzione del documento di programmazione economica e finanziaria nella quale puntavamo a una crescita dell’1% nel 2014. La statuizione triennale ci permette di programmare ogni anno un sostegno agli investimenti e la capacità di tagliare le tasse. Dovevamo mostrare all’UE che non spostavamo la polvere sotto il tappeto”.

20.06 Adesso a parlare in conferenza stampa è il ministro dell’economia Saccomanni: “Questa manovra rafforza il potenziale di crescita dell’economia, della competitività e dà un contributo alla crescita dimensionale delle imprese, incentivando la patrimonializzazione”.

19.52 Ancora Enrico Letta in conferenza stampa, durante la presentazione della legge di stabilità 2013: “Abbiamo mantenuto impegni con Bruxelles, siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo. E oggi duplice premio: per prima volta è la prima legge di stabilità che non comincia con sforbiciata di tagli di nuove tasse che servono per Bruxelles. Tra i nostri interventi c’è anche un incentivo per il passaggio dai contratti a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato. Questo dà un’importante direzione di marcia”.

19.43. Altre dichiarazioni arrivano dal premier Enrico Letta durante una pausa dei lavori: “Per la prima volta da tempo siamo riusciti a fare una legge di Stabilità in cui i conti quadrano senza aumentare le tasse e senza tagli al sociale e alla sanità. C’è una significativa riduzione delle tasse per famiglie, lavoratori ed imprese. Siamo convinti e speriamo di fare di più in prospettiva; arriva 1 miliardo di ‘sconti’ per le ristrutturazioni edilizie e l’eco bonus e una riduzione di tasse per le imprese di 5,6 mld con una curva crescente nell’arco del triennio. Entro fine anno il governo metterà in campo una serie di privatizzazioni che porteranno la riduzione del debito pubblico per il 2014, 2015, 2016″.

19.31 Proprio ieri si parlava di un possibile taglio alla Sanità da 2,6 miliardi di euro, ma nella bozza che uscirà dal Consiglio dei ministri non ci sarà traccia di questi tagli. Lo ha detto lo stesso Letta in una pausa dei lavori: Abbiamo rispettato la data 15 del ottobre benché le tensioni politiche che ci sono state nel mese scorso hanno reso non semplicissimo il nostro lavoro ma abbiamo corso e oggi approveremo la legge di stabilità. La Legge di stabilità è fatta per forza di cose di due tempi: oggi e il passaggio parlamentare. Abbiamo dovuto correre e ci saranno aggiustamenti che per forza di cose saranno messi a punto”. Resta però da capire dove verranno allora presi i soldi necessari per gli investimenti sul lavoro (fine aggiornamento).

La legge di stabilità 2013

La bozza della legge di stabilità circolata ieri sera ha fatto un gran rumore, tanto che il governo si è affrettato a correre ai ripari facendo sapere come si trattasse di “voci infondate”. Vedremo allora quale sarà il testo della Legge di Stabilità che uscirà oggi, verso le 17, dal consiglio dei ministri, ma intanto si inizia a capire qual è la direzione che la manovra sta prendendo.

Il tentativo è di riuscire a investire 10-12 miliardi di euro in risorse per il lavoro tagliandole alla sanità, al lavoro statale e agli enti locali. E il punto centrale di tutto questo è il cuneo fiscale: la differenza tra il costo del lavoro e il netto in busta paga. A seconda di che cosa si leggerà nel testo, si capirà esattamente di che si tratta, ma i lavoratori dipendenti dovrebbero trovarsi tra i 100 e i 200 euro in più nelle tasche ogni mese.

Per le aziende invece si punta sugli sconti Irap di 600 euro per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, non un granché anche se è cumulabile con altre agevolazioni. Le pensioni da 1.400 euro torneranno a essere pienamente indicizzate e quindi potranno beneficiare di circa 280 euro l’anno prossimo.

Ci sono anche nuove tasse: la Tasi prenderà il posto dell’Imu con un’aliquota di base fissata all’1 per mille, ci sarà anche la Tari (tassa sui rifiuti), mentre l”aliquota sulla tassazione delle rendite finanziarie passa dal 20 al 22%. Probabilmente verrà inserito un contributo di solidarietà alle pensioni d’oro (ci si proverà magari, cose di questo tipo non arrivano mai alla fine della corsa). Oltre alle tasse, la seconda nota dolente è quella dei tagli, che colpiscono in primis la sanità e gli statali, questi ultimi vedranno il blocco degli stipendi al livello del 2010 confermato ancora per un anno, ai quali si aggiungono anche tagli agli straordinari.

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