Legge di stabilità, bozza: deroga al patto di stabilità. Ma il governo: anticipazioni infondate

Il governo allenta la stretta finanziaria sui comuni.


Aggiornamento 19:00. Secondo il ministro Franceschini, la maggior parte delle anticipazioni diffuse in queste ore sulla legge di stabilità “sono infondate e si susseguono a velocità tale da renderne impossibili smentite puntuali”

Due miliardi ripartiti equamente nel 2014 e 2015 per consentire ai Comuni di “respirare”: è questo, tra gli altri, uno dei contenuti della bozza della legge di stabilità, quella che una volta si chiamava finanziaria.

La misura tecnicamente è pensata “al fine di consentire agli enti locali nel 2014 e 2015 i pagamenti in conto capitale”. Volgarmente potremmo dire che, in questo modo, i Comuni potranno aprire il portafogli, cosa impensabile finora.

Il patto di stabilità (interno) è il principale strumento di controllo, anzi la vera e propria barriera, contro lo sforamento del limite del 3% nel rapporto debito/pil imposto dalla UE. Due miliardi di spesa concessi ai comuni dovranno per forza essere “recuperati” da qualche altra parte: il campo di intervento maggiormente indiziato è la sanità, dove si parla, sempre in riferimento alla bozza delle legge di stabilità, di tagli per un miliardo per il solo 2014.

Tra gli altri provvedimenti in cantiere ci sono l’aumento della tassazione per le rendite finanziarie, che passerebbe dal 20 al 22% e il divieto per le pubbliche amministrazioni di acquistare titoli derivati (evidentemente il buonsenso non è sufficiente)

Le reazioni
Cauta apertura dell’Anci, l’associazione che riunisce i sindaci italiani, alle novità contenute nella bozza della legge di stabilità.

Le indiscrezioni sul patto di stabilità e le rassicurazioni del ministro Saccomanni sono un primo passo in avanti. Mi auguro che davvero i comuni siamo messi in grado di investire di più sul territorio

ha dichiarato Antonio Satta, dell’ufficio di presidenza dell’Anci.

L’allentamento del patto di stabilità è ben accolto anche dal vicepresidente dell’Anci, il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo:

un segnale in controtendenza rispetto a quanto fatto finora: nei giorni scorsi ho avuto piu’ di un colloquio con Alfano che mi ha assicurato che i tagli verranno spalmati anche su altre realta’, soprattutto dove c’è massa critica, in una logica di riduzione della spesa pubblica

Cattaneo si augura poi che l’avvio della Service Tax coincida “con una revisione totale della logica che abbiamo visto finora sulla fiscalità locale, che ha prodotto un gioco al massacro anziché favorire la meritocrazia”

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