Vaticano. In ospedale mons. Parolin da due giorni Segretario di Stato

Ma il Segretario di Stato uscente conserverà le altre cariche nella Santa Sede

di guido

Giovedì 18 ottobre, ore 20:12 Da soli due giorni Segretario di Stato Vaticano, monsignor Pietro Parolin si trova ricoverato all’Ospedale di Padova nel quale è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Il prelato vicentino, 58 anni, dovrebbe rimanere in ospedale ancora per alcuni giorni anche se c’è massimo riserbo sulle sue condizioni cliniche e sul decorso post-operatorio. Parolin è stato accolto nel reparto di chirurgia epatobiliare diretto dal professor Umberto Cillo.

Nell’immediatezza del ricovero Parolin è stato sottoposto preliminarmente a una serie di accertamenti ed analisi cliniche e proprio le sue condizioni di salute avevano causato la sua assenza nella cerimonia di passaggio delle consegne di due giorni fa con il cardinale Tarcisio Bertone. In quell’occasione Papa Francesco aveva dato il benvenuto “in absentia” al nuovo Segretario di Stato e, in quell’occasione, la notizia del ricovero era stata data da padre Federico Lombardi, il quale aveva assicurato trattarsi di un intervento non grave.

Martedì 14 ottobre Ultime ore per Tarcisio Bertone a capo della diplomazia vaticana: da domani a mezzogiorno monsignor Pietro Parolin, nominato il 31 agosto da Papa Francesco, sarà ufficialmente il nuovo segretario di Stato della Santa Sede. Termina così il mandato di uno dei “primi ministri” vaticani più contestati e controversi dell’ultimo secolo, accusato di aver avocato a sé i rapporti con le istituzioni (e la politica) italiane togliendole alla Cei, e di essere implicato nei vari scandali esplosi con Vatileaks, nonché di essere indirettamente responsabile della decisione di Benedetto XVI di dimettersi.

Era stato proprio Joseph Ratzinger, l’anno dopo la sua elezione a pontefice nel 2005, a nominare l’allora vescovo di Genova Segretario di Stato. Una scelta che non piacque a molti, visto che Bertone non aveva l’esperienza diplomatica che di solito è richiesta per ricoprire quel ruolo, ma Ratzinger – di cui Bertone era stato braccio destro nella Congregazione per la dottrina della fede – ha sempre difeso il cardinale, anche nei momenti più difficili dello scandalo Vatileaks, rinnovandogli la fiducia e rifiutandosi di sostituirlo.

Sostituzione che peraltro non doveva essere delle più semplici, anche perché di norma il Segretario di Stato termina il mandato con la fine del pontificato del Papa che lo ha nominato, oppure per dimissioni volontarie, quindi un allontanamento forzato sarebbe stato quantomeno traumatico. Papa Francesco ha lasciato Bertone al suo posto per il tempo indispensabile alla transizione – Ratzinger confermò il mandato di Angelo Sodano per più di un anno – e poi ha avviato la sostituzione. Bertone però non uscirà del tutto di scena, visto che il 79enne cardinale ha ottenuto, almeno per ora, di rimanere a capo della commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior, e anche camerlengo della Santa Sede.

Al suo posto, domani Papa Francesco presenterà monsignor Pietro Parolin. Veneto, 58 anni, già nunzio apostolico in Venezuela, Parolin non è ancora cardinale (ma è certo che lo diventerà nel prossimo concistoro) e avrà il compito di interpretare il ruolo di “primo ministro” del Vaticano in maniera più leggera rispetto agli ultimi predecessori, concentrandosi sulla diplomazia e non apparendo in nessun caso come un “vice-Papa”.