Decadenza Berlusconi: al Senato voto segreto o il voto palese? La giunta non decide

Le proposte di Pd e Movimento 5 Stelle saranno valutate oggi dalla giunta per il regolamento. E intanto il giorno decisivo si avvicina.

16.49 Niente da fare, la giunta si è riunita oggi ma non ha preso nessuna decisione sul voto palese o meno per la decadenza di Silvio Berlusconi. Se ne tornerà a discutere il 29 ottobre, quando si riuniranno nuovamente e a quel punto a pochi giorni dal voto in Senato, che si terrà nella prima metà di novembre.

aggiornamento 16.32 Ancora non si sa se il voto sarà segreto o palese, si sa però che il voto sulla decadenza di Berlusconi non si terrà nel mese di ottobre. La conferenza dei capigruppo che è da poco terminata al Senato ha infatti stilato il calendario dei lavori fino alla fine del mese. E il voto sul Cavaliere non c’è. A questo punto la cosa più probabile è che venga fissato nelle prime due settimane di novembre. Paleso o segreto che sia (fine aggiornamento).

La decadenza di Berlusconi continua a tenere banco, dopo il nuovo sì della giunta che ha votato parere favorevole (com’è scontato che fosse) alla relazione di Dario Stefàno. I tentativi di rinviare sono stati del tutto inutili e una volta di più si è visto quanto sia importante che la giunta sia presieduta da un esponente di Sel, che ha rispedito al mittente le proposte di modifica del Pdl (“Che le facciamo a fare se poi votate contro?”).

Un secondo appuntamento decisivo è però quello che si svolgerà oggi, attorno alle 15, quando la giunta per il regolamento presieduta direttamente dal presidente Pietro Grasso si riunirà per decidere di quella che può essere la chiave di volta: il voto segreto o palese quando sarà Palazzo Madama a dover votare sulla decadenza di Berlusconi. Questione fondamentale perché potrebbe mettere fine ai prevedibili trucchi per evitare franchi tiratori e soprattutto alle accuse incrociate tra Pd e Movimento 5 Stelle.

Il M5S chiede che il voto segreto – necessario quando è in ballo la libertà personale di un parlamentare – venga del tutto abolito. Il Pd è contrario a una scelta così radicale, ma chiede che la decadenza del Cavaliere venga votata con voto palese perché non riguarda la libertà di una persona, ma la correttezza di quanto deciso dalla giunta per le immunità e la opportunità che un condannato in via definitiva continui a far parte del Senato.

C’è chi fa notare, dalle fila del Pdl, che è una discussione del tutto inutile, quella del Pd, perché basta che 20 senatori chiedano il voto segreto per renderlo necessario. E 20 senatori disposti a fare una richiesta di questo tipo al Pdl non mancano di certo. A quel punto potrebbe essere valida solo l’abolizione tout court chiesta dal Movimento 5 Stelle.

A schierarsi dalla parte di Berlusconi è Pierferdinando Casini: “Può essere auspicabile in via teorica un voto palese, ma il regolamento è chiarissimo ed è per il voto segreto“. Questione su cui quelli del Pd, evidentemente, la pensano in modo diverso. Questo pomeriggio si vedrà quale tesi la spunterà, e a quel punto non ci sarà che attendere la decisione del giorno in cui si voterà questa decadenza, mettendo così fine a una telenovela che va avanti da troppo tempo.

Le proposte per il voto palese.

All’inizio sembrava una cosa da darsi per scontata: il voto sulla decadenza di un senatore si terrà nel segreto dell’urna. Regola, o prassi, che probabilmente nasce per evitare che questioni che riguardano la libertà personale di un uomo siano condizionate da direttive di partito. Ora, però, il problema è quasi l’opposto: Pd e Movimento 5 Stelle (con metodi diversi) vanno a caccia del voto palese per decidere della decadenza di Berlusconi. Per evitare che compravendite, ripensamenti o piccoli tatticismi possano mettere a rischio la compattezza del fronte anti-Cavaliere, soprattutto tra i democratici.

Quando si voterà la decadenza di Berlusconi? Ormai manca poco: oggi alle 18 si vota la relazione di Stefàno in giunta per le immunità (risultato scontato), domani la giunta per il regolamento voterà invece per l’abolizione del voto segreto chiesta dal Movimento 5 Stelle (possibile nei casi in cui si decida del destino di una persona), sabato 19 la Corte d’Appello di Milano ricalcola l’interdizione dai pubblici uffici. Tre passaggi sulla carta slegati tra loro, ma che invece scandiscono le tappe di avvicinamento al giorno decisivo, quello in cui il Senato, votando, metterà fine a una vicenda che si sta trascinando da troppo tempo. Considerando tutti i passaggi precedenti, questo giorno non arriverà prima di fine ottobre.

Torniamo sulla questione del voto segreto; come detto il M5S ha chiesto che venga abolito, del tutto. Una posizione intransigente che ha messo in difficoltà il Partito Democratico, che probabilmente vorrebbe votare contro ma non sa come dirlo ai propri elettori. E così, dalle stanze del Pd, si materializza una proposta cucita su misura per il caso Berlusconi: il voto palese solo nel caso della decadenza del Cavaliere.

Secondo quanto elaborato dai democratici, in questo caso particolare il voto segreto non è necessario, perché non si tratta di decidere sulla richiesta di arresto da parte della magistratura, la sentenza è già definitiva e quindi il voto dell’aula non avrà conseguenze di tipo giudiziario. In questa occasione si dovrà votare solo per ratificare la decisione della giunta delle immunità ed esprimersi quindi sull’opportunità – Legge Severino alla mano – che un condannato per un reato grave come la frode fiscale debba continuare a sedere in Senato.

Questa sarà la proposta del Pd alla giunta per il regolamento, dove si scontrerà sicuramente contro il Pdl. Resta da vedere se il Movimento 5 Stelle deciderà per l’opportunità di abbandonare la sua posizione intransigente per conquistare il voto palese nell’occasione più importante.

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