Shutdown Usa: riaprono Grand Canyon e Statua della Libertà

I singoli Stati, per aggirare lo shutdown, si sono accordati per pagare direttamente il personale.

Grand Canyon, Statua della Libertà e Mount Rushmore riaprono, nonostante lo shutdown statunitense. Mwerito di un accordo raggiunto tra i governatori e il governo federale che permette di aggirare lo stallo in cui si trovano gli Stati Uniti. Jan Brewer, Andrew M. Cuomo e Dennis Daugaard, rispettivamente governatori di Arizona, New York e South Dakota, hanno reso noto inoltre che riapriranno i parchi tra oggi e lunedì.

I tre luoghi che potranno di nuovo essere visitati sono tra i più emblematici e accattivanti dell’America. Il primo ottobre hanno dovuto chiudere perché Congresso e Casa Bianca non sono riusciti a raggiungere un accordo sull’innalzamento del tetto del debito. A finanziare il personale incaricato dei monumenti saranno i singoli Stati invece del governo di Washington.

Come detto, riapriranno anche i parchi del South Dakota – dove si trova il Monte Rushomore in cui sono scolpiti i volti di quattro presidenti americani: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosvelt e Abraham Lincoln – del Colorado e dello Utah. Nel primo c’è il parco nazionale delle Montagne rocciose, nel secondo lo Zion Park. Ogni stato si è accordato per un costo differente.

Andrew Cuomo ha detto che il suo Stato pagherà 61,600 dollari al giorno per pagare il personale del National Park Service, permettendo così ai turisti di visitare la Statua della Libertà. Nello Stato di New York ci sono 33 siti sotto la giurisdizione del National Park Service. Tra questi, anche Ellis Island. Per il Grand Canyon, l’Arizona pagherà ogni giorno 93 mila dollari (in questo periodo, sono circa 18 mila al giorno le persone che vengono in visita, per un totale di un milione di dollari di incassi quotidiani).

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