Marò in India, fase di stallo: il Governo cerca una soluzione a breve

Le indagini della NIA sono sostanzialmente concluse, ma resta aperta la delicata questione dell’interrogatorio degli altri quattro marò che si trovavano insieme a Latorre e Girone.

La situazione dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due marinai indiani al largo della costa del Kerala, si trova in una fase di stallo. I tre ministri indiani – Esteri, Interni e Giustizia – stanno lavorando da settimane per trovare il modo di chiudere l’inchiesta che va avanti ormai a mesi, ma non riescono a raggiungere un accordo.

La questione da risolvere, ne parlavamo il mese scorso, è ancora legata all’interrogatorio da parte della National Investigation Agency degli altri quattro marò che si trovavano a bordo dell’Enrica Lexie insieme a Latorre e Girone nel febbraio dello scorso anno.

L’Italia ha chiarito più volte che i quattro non saranno mandati in India e al ministro dell’Interno questa cosa non va giù e, secondo quando scrive oggi The New Indian Express sarebbe convinto che il nostro Paese voglia “farsi ancora una volta beffe degli accordi“. I ministeri degli Esteri e della Giustizia si sono detti favorevoli a utilizzare le lettere rogatorie – l’interrogatorio dei quattro marò dall’Italia – ma la terza voce in capitolo non ci sta e chiede l’intervento della Corte Suprema.

La situazione sta diventando sempre più politica. La fonte consultata dal quotidiano ha infatti rivelato che

i vertici del governo, temendo le implicazioni politiche di questo caso in un anno elettorale, vorrebbero chiudere la questione al piu’ presto e per questo hanno chiesto aiuto al Procuratore generale. I risvolti politici, nazionali e religiosi della vicenda sono tali da poter compromettere le possibilità di vittoria del partito al potere.

L’opposizione sta sguazzando in questa situazione e ne sta approfittando per fare campagna elettorale, a cominciare dall’affissione di manifesti in cui si vedono i due marò mentre partecipano a una festa in ambasciata.

Da qui l’esigenza di chiudere al più presto le indagini e dare l’avvio al processo. Al momento, però, è ancora scontro aperto tra i tre ministri. La soluzione potrebbe arrivare proprio dalla Corte Suprema. E, si spera, in tempi brevi.

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