Morte Priebke, nessun funerale a Roma per l’ex Ss. L’avvocato: “pronti a farlo in strada”

Sia il Vicariato di Roma che il Vaticano concordi nell’escludere la possibilità della celebrazione di un funerale in una chiesa romana

Paolo Giachini, legale dell’ex ufficiale della SS Erich Priebke, ha commentato oggi la notizia del rifiuto del Vicariato di Roma e del Vaticano di permettere la celebrazione dei funerali nella Capitale e ha annunciato di essere pronto a lottare:

I Patti Lateranensi prevedono che ciascuno possa fare pratiche religiose laddove la sede lo consente. Per cui anche Priebke ne ha diritto. La chiesa è dei fedeli e Priebke era un fedele. Non mi risulta che la Curia abbia negato i funerali per Priebke ma sono pronto a celebrarli in strada se questo dovesse succedere.

Il legale ha precisato che in ogni caso si tratterà di una cerimonia riservata, nulla di politico o eclatante, e per farlo sta valutando diverse ipotesi, comprese le offerte che sarebbero giunte in queste ore da diverse parrocchie italiane:

Ci rivolgeremo alla curia o alla parrocchia di Priebke, alcune chiese di tutta Italia ci hanno offerto i funerali ma credo che saranno comunque a Roma. Ribadisco che non abbiamo intenzione di celebrare una cerimonia politica ma lo faremo con riservatezza.

Nessun funerale a Roma per l’ex ufficiale SS

12 ottobre 2013
Le chiese di Roma chiudono le porte a Eric Priebke: nessuna celebrazione religiosa verrà riservata all’ex SS morto ieri a 100 anni, nella sua casa romana. Il legale del boia delle Fosse Ardeatine aveva reso noto ieri mattina che le esequie si sarebbero svolte martedì in una chiesa del centro di Roma, ma le istituzioni cattoliche della capitale si sono affrettate a prendere ufficialmente le distanze da qualsiasi tipo di omaggio nei confronti dell’uomo che fu esecutore della strage in cui morirono 335 persone.

Intanto a 20 metri dall’abitazione di Priebke è comparsa una svastica di matrice neonazista accompagnata dalla scritta “Onore a Priebke”.

Alle decisioni delle istituzioni ecclesiastiche ha poi fatto seguito quella del questore di Roma, Fulvio Della Rocca, il quale, di comune accordo col prefetto Pecoraro, ha vietato “qualsiasi cerimonia solenne”. Sulla stessa lunghezza d’onda s è sintonizzato anche il sindaco di Roma Ignazio Marino:

Ho concordato con Prefetto e Questore che sarà negata qualunque forma di funerali solenni. Saranno consentite solo esequie in forma strettamente privata. Sul punto il Prefetto chiamerà il cardinale vicario: il Codice della Chiesa indica che i funerali vengano tenuti nella parrocchia di appartenenza della persona deceduta, eccetto ragioni speciali che giustificano in un’altra Chiesa Roma è una città antinazifascista che ha sofferto drammaticamente. Proprio nei giorni in cui si ricorda il 70esimo anniversario del rastrellamento del Ghetto, Roma non può diventare luogo di manifestazioni a favore di chi ha inflitto tanta sofferenza nelle persone che vivono in questa città.

Secondo le regole ecclesiastiche, il funerale deve tenersi nella parrocchia d’appartenenza. Alla San Pio V che rientra nella giurisdizione di via Sanfelice non è arrivata alcuna richiesta per un funerale. Le esequie, non religiose, si terranno in forma privata, per parenti e amici.

Per quanto riguarda la sepoltura l’Argentina si è opposta, tramite il ministro degli Esteri, Hector Timerman, all’ingresso della salma di Priebke nel paese che lo ospito per circa mezzo secolo, dal 1945 fino all’estradizione del 1995 in Italia. Per il suo legale potrebbe anche essere sepolto a Berlino. Anche da morto, insomma, Priebke continua a far discutere. Fra qualche giorno saranno passati 70 anni dai rastrellamenti nel Getto di Roma, ma gli anziani della capitale non ricordano i crimini che gli hanno tolto famigliari, amici e conoscenti. Quegli stessi crimini che Priebke non ha mai rinnegato.

Via | Repubblica

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