Cisgiordania: Ucciso ex colonnello israeliano. Negoziati di pace a rischio

Ucciso ieri nella sua abitazione, in Cisgiordania, un ex colonnello delle Forze di Difesa. La polizia israeliana attribuisce il crimine a militanti palestinesi. Netanyahu, Danon e Ariel minacciano di far saltare il tavolo del noegoziato

La scorsa notte, nella colonia israeliana di Brosh (ubicata nel nord della Valle del Giordano), si è consumato un orrendo delitto. Seraya Ofer, colonnello in pensione, che ha prestato servizio nelle Forze di difesa di Israele, è stato ucciso a bastonate e sua moglie è rimasta gravemente ferita.

A compiere l’efferato crimine, secondo le forze dell’ordine israeliane, sarebbero stati due palestinesi. Il portavoce della polizia, Micky Rosenfeld, ha dichiarato che Ofer e sua moglie sono stati picchiati con “utensili da lavoro” e che l’omicidio è da attribuirsi “a militanti palestinesi“.
Cinque uomini risultano attualmente in stato di fermo perché sospettati di essere implicati nella sanguinosa vicenda.

Il delitto della scorsa notte arriva dopo il ferimento di una bambina di 9 anni nella colonia di Psagot e l’uccisione di due militari, rispettivamente a Qalqiliya e ad Hebron. Tutti questi episodi, verificatosi nell’arco di un mese, sono ancora poco chiari. Le stesse autorità israeliane non hanno ancora rilasciato dichiarazioni definitive sulle dinamiche di questi brutali attentati.

Tuttavia, tali episodi di violenza hanno avuto subito ricadute sul piano politico. Il premier israeliano Netanyahu ha accusato l’Autorità Nazionale Palestinese di aver fomentato violenza e di non essere un interlocutore credibile nei negoziati di pace.
Il vice ministro della difesa, Danny Danon, ha rincarato la dose: Se è necessario fermiamo i colloqui per un numero di mesi per combattere il terrorismo“(Via Afp). Danon, inoltre, ha chiesto di sospendere la liberazione dei prigionieri palestinesi, concordata nelle trattative con il governo di Abu Mazen.

Non poteva mancare, infine, anche l’intervento di Uri Ariel: ministro degli alloggi israeliano e leader del partito ultra nazionalista Casa Ebraica. Anche Ariel, come il suo collega della Difesa, ha chiesto subito di interrompere il dialogo con l’Anp e di discutere, in Consiglio dei Ministri, il blocco del rilascio dei prigionieri.