Iran: Rohani autorizza le nozze tra patrigni e figlie adottive di 13 anni

Una nuova minaccia plana sull’infanzia negata delle bambine iraniane, giovanissime spose.

di sara

Il Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran ha infatti votato a fine settembre una misura choc, che autorizza i padri adottivi a sposarsi con le figlie appena tredicenni e naturalmente suscita la polemica, prima ancora di essere convalidata dal Consiglio dei guardiani della Costituzione preposto (composto da sei alte autorità religiose e altrettanti avvocati), necessario viatico alla messa in applicazione. Integrata, colmo dei colmi, in un vasto programma che dovrebbe proteggere l’infanzia, la direttiva sta facendo infuriare i difensori dei diritti umani, locali e non, anche per le pericolose derive pedofile che potrebbe abilmente nascondere, in un paese nel quale le ragazze possono già sposarsi a partire dai 13 anni con il consenso paterno, e anche prima con l’accordo di un giudice.
Ma la battaglia per l’abrogazione si presenta già piuttosto accidentata, visti anche i trascorsi e, ennesima ironia della sorte, tra le giustificazioni dei sostenitori del testo c’è anche la questione dell’hijab, il velo che le figlie adottive devono indossare in permanenza presenza del padre e che invece possono dismettere in casa in seguito alle nozze, un vantaggio secondo la posizione del governo di Rohani e una giustificazione sconcertante per l’avvocato Shadi Sadr, dell’ONG Justice for Iran, che aggiunge con accenti di estrema preoccupazione:

Sposarsi con un figlio adottivo non fa arte della cultura iraniana. Questa legge legalizza la pedofilia.

Photo by ATTA KENARE/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | madame.lefigaro.fr

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