L’assemblea del Movimento 5 Stelle sul reato di clandestinità. Chiesto un chiarimento con Beppe Grillo

In serata riunione unitaria per decidere la posizione da tenere dopo la sconfessione di Grillo e Casaleggio.

22.45 Terminata senza particolari sorprese la riunione del Movimento 5 Stelle per discutere delle polemiche seguite all’approvazione dell’emendamento in commissione giustizia sulla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina, e il conseguente scontro con un contrariato Beppe Grillo. Non si è votato per decidere se continuare a sostenere un punto che ormai è entrato a far parte del disegno di legge. Nessun voto, e di conseguenza nessuna spaccatura. Ma solo una richiesta di avere un incontro con Beppe Grillo per discutere con lui della questione immigrazione e le regole per presentare nuove leggi. La sensazione è che i senatori e deputati M5S favorevoli all’emendamento siano convinti di riuscire a portare il leader dalla loro.

21.15 È iniziata l’assemblea, ma i giornalisti presenti sono stati allontanati e non ci sarà nessuna diretta streaming. Intanto il senatore Giuseppe Vacciano ha mostrato sul suo profilo Facebook la foto del documento che dimostra come della questione immigrazione clandestina si sia parlato eccome nel gruppo al Senato del Movimento 5 Stelle.

È bene chiarire che i colleghi che giornalmente si trovano ad affrontare in commissione argomenti non previsti nel programma e nei 20 punti, sui quali ovviamente devono esprimere la posizione del Gruppo, cercano costantemente il confronto più ampio possibile, presentando in assemblea le questioni più spinose. Questo è il caso del conteso emendamento soppressione dell’assurdo reato di clandestinità (il cui solo effetto era di affollare i tribunali con cause che si risolvevano in ammende inesigibili e certamente non era un deterrente all’immigrazione clandestina). A riprova di ciò pubblico parte del verbale della nostra ultima assemblea che ha approvato (con acclamazione) l’emendamento in questione presentato dai colleghi Andrea Cioffi e Maurizio Buccarella.

21.01 Non si sa molto della riunione del Movimento 5 Stelle, se non che Buccarella, uno dei due senatori che ha presentato l’emendamento al centro delle polemiche, aveva chiesto la diretta streaming dell’assemblea congiunta. Proposta bocciata. La confusione, però, rimane alta. E viene aumentata anche dalle parole di Grillo, che in un post sulle regole ha fatto capire che tutto ciò che non rientra nel programma va discusso in rete e poi, al limite, presentato nella prossima legislatura. Una scelta assurda, in una politica costantemente alle prese con le emergenze, e che infatti non va giù a molti pentastellati. Primo fra tutti Stefano Vignaroli: “Quindi le proposte che ho presentato su discariche e inceneritori non vanno più bene?”.

aggiornamento 18.32 I senatori del Movimento 5 Stelle sembrano orientati a tenere duro e a confermare l’emendamento per la depenalizzazione del reato di clandestinità. Questo nonostante la contrarietà esplicitata questa mattina da Grillo e Casaleggio. La posizione dei senatori pentastellati è quindi quella di restare nelle loro posizioni e sostenere l’ememdamento di Cioffi e Buccarella, nell’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari 5 Stelle che si terrà stasera alla Camera.

L’abolizione del reato di clandestinità (sarebbe meglio dire depenalizzazione) proposta dal Movimento 5 Stelle e passata ieri in commissione giustizia al Senato ha scatenato un putiferio, soprattutto dopo la decisione di Grillo e Casaleggio di sconfessare il lavoro dei loro stessi parlamentari in un post sul blog. La difesa che i due leader M5S hanno fatto del reato di clandestinità ha diviso i senatori e i deputati: alcuni temono che si faccia passare il MoVimento come una sorta di nuova Lega, altri sono d’accordo con il capo. Resta il fatto che ieri, almeno i senatori, sembravano uniti sulla questione, come dimostra questo post sulla pagina Facebook ufficiale Senato 5 Stelle:

Le prime a bocciare il reato di clandestinità introdotto nella Bossi-Fini sono state le forze dell’ordine: ha creato meno sicurezza, piu’ costi per i cittadini, reso le espulsioni un inutile labirinto burocratico

Non solo, paradossalmente proprio il blog di Beppe Grillo ha ospitato un lungo post in cui vengono spiegate le ragioni della contrarietà alla Bossi-Fini in generale e al reato di clandestinità in generale. Adesso, però, i capi hanno parlato. E così nel Movimento si crea la solita divisioni tra chi obbedisce all’istante e chi prova a tenere il punto.

Per il momento, proprio per evitare il troppo chiasso mediatico, è stato ordinato dalla capogruppo al Senato Paola Taverna (quella del “Siete niente” durante le discussioni per la fiducia al governo Letta) il silenzio stampa: “Avremo una posizione unitaria dopo l’assemblea”. L’agenzia Agi riporta qualche dichiarazione anonima di parlamentari pentastellati, secondo cui “anche Grillo vale uno” (come no), e “adesso noi dobbiamo essere bravi a spiegare che l’impianto sanzionatorio resta, che non c’è il reato di immigrazione clandestina”.

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