Rugby Test Match 2013: Italia-Fiji 37-31

Partita fallosa ma ricca di mete tra Italia e Fiji a Cremona: finale al cardiopalma per gli azzurri

E’ stata un finale movimentato, quello del pomeriggio di rugby cremonese degli azzurri, che hanno ben retto all’arrembante finale figiano privi del loro capitano Sergio Parisse, 100 caps per lui quest’oggi, che ha scontato in panchina un cartellino giallo negli ultimi minuti.

37 a 31 il risultato finale in una partita non particolarmente bella ma ricca di mete, contornate da un gioco grossolano e poco spettacolare delle isole Fiji, mal contrastato dal nostro XV, che pure ha avuto numerose occasioni per chiudere il match già nel primo tempo.

Il primo tempo è stato caratterizzato da una pioggia intensa di cartellini gialli: 4 in 8 minuti, tutti a danno dei figiani. L’indisciplina del XV isolano ha fortemente influenzato il gioco della nazionale italiana, che è parso brutto per almeno 20 minuti, prima di cominciare ad esprimere un rugby decisamente più nelle corde dei nostri giocatori.

Le Fiji si sono mostrate immediatamente aggressive, marcando meta con Talebula che, a causa di un brutto offload di Orquera su Parisse, si fa tutto il campo e schiaccia a terra. E’ il 14° quando l’apertura italiana si fa “perdonare”, trovando il buco vincente e servendo il numero 8 italiano, che schiaccia in meta. 5-3 Italia, ma dura poco perchè il TMO sconfessa la gioia azzurra e segnala in avanti dello stesso Orquera.

Il primo tempo è proseguito con una sequela infinita di interruzioni, dovute all’indisciplina dei fijiani, che a un certo punto sembrava volessero arrivare a schierare una formazione da Rugby 7: in 13 per ben 6 minuti i fijiani non hanno mollato un attimo ma il livello di gioco mostrato è stato nettamente inferiore a quello visto a Monza, sotto la neve del 2005.

Nonostante questo l’Italia ha faticato inizialmente a far valere la propria supremazia: quando finalmente Sergio Parisse entra in area di meta lanciato da Orquera, seguito poco dopo dall’estremo Luke McLean, gli azzurri alzano finalmente la testa.

Il primo tempo, conclusosi 20-5 per l’Italia, è durato oltre un’ora, proprio a causa delle interruzioni.

Nel secondo tempo Jaques Brunel schiera un ottimo Tobias Botes al posto di un lucidissimo Edoardo Gori, che durante tutto il primo tempo ha mostrato una eccellente visione di gioco, ma la musica suonata dalle Fiji non è cambiata molto: falli e gioco “di ragionamento”.

Una meta dell’ala fijiana al 48° riaccende i focolai isolani per qualche minuti, fino alla meta tecnica concessa alla mischia italiana al 57°, che ha fugato ogni dubbio sulla supremazia tecnica dei nostri avanti.

Dopo un’altra meta del fijiano Nadolo, e del fijiano italiano Vosawai su splendido suggerimento di Parisse, il punteggio si attesta sui 37-17, massimo vantaggio per l’Italia.

I cambi sembrano migliorare la qualità del gioco azzurro e peggiorare quella fijiana: sono minuti in cui emergono tutti i difetti, le qualità e le differenze delle due formazioni, chiare come il cielo di Cremona. L’Italia deve essersi ricordata di essere tale perchè subisce l’arrembaggio caotico delle Fiji, che vanno in meta al 71° e al 75°, facendo tremare le ginocchia negli ultimi minuti a tutto lo stadio, sopratutto dopo il giallo al numero 8 Sergio Parisse al 72°, che ha così chiuso la sua 100° partita in Nazionale.

37-17 il punteggio finale a favore dell’Italia, che ha dominato un match poco spettacolare anche per suoi demeriti, fattasi imbragare facilmente nel brutto rugby espresso dalle Fiji.

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