Siria, Ban Ki-moon sulle armi chimiche: “Missione congiunta Onu – Opac”

Ecco il rapporto del segretario generale al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: “Missione durerà meno di un anno, sarà pericolosa. Servirà aiuto degli Stati membri”.

Onu e Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) devono agire insieme, con “un’azione comune” per smantellare le armi chimiche. E’ la raccomandazione di Ban Ki-moon, segretario generale delle Nazioni Unite, a proposito dell’arsenale siriano. La base operativa per la prima missione di questo genere sarà Damasco, quella arretrata Cipro. Lo si può leggere nel rapporto trasmesso dal segretario generale al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

“Un coordinatore civile speciale avrà il compito di guidare la missione congiunta e avrà il rango di vice segretario generale. In Siria, già dal primo ottobre, una ventina di esperti di Onu e Opac sono al lavoro per iniziare lo smantellamento delle armi chimiche. La missione durerà meno di un anno: “Sarà necessario attraversare le linee del fronte, in alcuni casi controllate da gruppi armati che sono ostili a tali missioni comuni”.

Mille tonnellate di armi chimiche: questo il totale che bisogna distruggere. “Sono pericolose da maneggiare, pericolose da trasportare e pericolose da distruggere. Le mie due priorità saranno di eliminare il programma siriano di armi chimiche e garantire la sicurezza del personale della missione congiunta”. Il disarmo siriano avverrà in tre fasi distinte.

La prima ha visto la piena collaborazione del regime siriano. La seconda fase durerà fino al primo novembre e dovrebbe consentire la distruzione di tutti gli impianti di produzione delle armi chimiche. Dal primo novembre al 30 giugno 2014, arriverà il momento più difficile: la distruzione materiale delle mille tonnellate di prodotti tossici ripartiti su una quarantina di siti.

L’Opac si occuperà principalmente della parte tecnica, all’Onu il compito di “fornire il coordinamento e il collegamento con il governo siriano e i gruppi d’opposizione, le misure di sicurezza, la logistica, le comunicazioni e l’amministrazione. L’aiuto degli altri Stati membri sarà necessaria per la fornitura di attrezzature e la tutela dei membri della missione. Servirà pieno sostegno al lavoro della missione congiunta a livello finanziario, materiale, tecnico e operativo”. Nel rapporto, Ban Ki-moon invita i Paesi che hanno una forte influenza sul conflitto siriano “a usare tale influenza per promuovere il successo della missione, proteggendo i suoi membri”.

Infine, Ban aggiunge che “in primo luogo il successo dipenderà dalla volontà delle autorità siriane a rispettare gli obblighi di disarmi, in conformità con la risoluzione del Consiglio di sicurezza adottata il 27 settembre. Il mondo ha provato per la prima volta di mettere al bando le armi chimiche nel 1925, ora ha l’opportunità di fare un grande passo in questa direzione”.