Quarto Grado | Puntata 13 marzo 2015: tutti i casi

Quarto Grado torna stasera con una nuova puntata dedicata ai casi di Yara Gambirasio e Roberta Ragusa e alla coppia ‘diabolica’ Boettcher e Levato.

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Quarto Grado | Alexander Boettcher e Martina Levato

Antonio è lo studente pugliese di 22 anni che a maggio 2014 ha denunciato Martina Levato dopo un tentativo di evirazione. Intervistato in esclusiva da Quarto Grado racconta:

«Penso che nella sua pazzia, Martina Levato volesse purificarsi sfigurando o facendo del male alle persone che avevano avuto una ‘cosa’ con lei. Voglio comunque giustizia: per sette mesi non sono riuscito ad uscire. Se dovevo andare da qualche parte, i miei amici mi accompagnavano sempre. Per i primi mesi non ho avuto contatti con nessuna ragazza: era una situazione più psicologica che fisica, che mi ha accompagnato fino a quando ho visto il suo volto in televisione al momento dell’arresto. In quel momento ho detto: “Finalmente!”».

Questo quello che è accaduto:

«Quando mi scriveva su Facebook per vederci era insistente. Alla fine ho accettato. All’incontro ha iniziato a raccontarmi che il ragazzo l’aveva tradita: era stato con una sua amica davanti a lei. Dopo un po’ mi ha chiesto di andare a bere una cosa e ho rifiutato».

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Il giovane prosegue descrivendo il momento dell’aggressione:

«Dopo un po’ mi ha chiesto di andare a fare un giro in macchina: Fino a quando non ci siamo ritrovati in un parcheggio al buio, molto piccolo e vicinissimo ad un grande hotel di Milano. Eravamo sui sedili posteriori dell’auto: non c’era stato nemmeno un bacio e lei ha iniziato a toccarmi. Dopo neanche cinque minuti mi ha chiesto di chiudere gli occhi. Non ne capivo il motivo: le chiedevo il perché e lei mi diceva “Chiudi gli occhi.. ti faccio una sorpresa”. Poi è successo quello che è successo…».

Il racconto si fa crudo:

«Prima di tutto ho sentito un dolore alla coscia sinistra: istintivamente ho spostato il braccio destro verso la parte dove sentivo dolore. Aprendo gli occhi ho realizzato che il coltello mi era andato sulla mano, che ha protetto le mie parti intime. In neanche un secondo le ho subito bloccato il braccio dove aveva il coltello e poi, con il gomito, ho aperto la portiera e sono uscito dall’auto. Lei è uscita contemporaneamente, continuando a gridare e sbraitare. Mentre io, vedendo le mie condizioni, non stavo minimamente pensando a quello che stesse dicendo: sono andato subito verso l’albergo che era a 20 metri. Ero già pieno di sangue, tutti i vestiti pieni di sangue. Mi sono girato per un secondo e ho visto che lei aveva preso un telefono per chiamare non so chi e poi… niente. Sono arrivato in albergo: ho chiesto aiuto e sono arrivate l’ambulanza e la polizia, che mi ha scortato fino all’ospedale dove mi hanno operato alla mano e mi hanno visitato sia sulla gamba sia le parti intime».

E continua:

«Ero completamente scioccato: mi sono visto seminudo e pieno di sangue. Non mi capacitavo di quello che stesse succedendo. Mi ero reso conto di avere anche un taglio nelle parti intime ma, soprattutto, di avere un taglio molto profondo sulla coscia. Se lei mi avesse preso in un modo diverso, poteva prendere qualche arteria e magari non sarei riuscito a fare nemmeno quei 50 metri per arrivare all’albergo. Per non parlare poi se lei mi avesse colpito in pieno nelle parti intime. Ho ancora i segni: dovrebbero essere circa nove punti di sutura: La mano è ancora molto debole».

Per poi concludere:

«Aveva programmato tutto nei minimi dettagli. E due giorni dopo era a Praga. Per quale motivo una ragazza che dice di essere stata violentata se ne va da un’altra parte? Non penso sia una cosa possibile!».

Quarto Grado | Lorys Stival

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Davide ha scritto una lettera alla moglie, in cui le chiede ancora di un volta di ricordare tutto quello che è accaduto il giorno della morte di Lorys, perché l’unica cosa che vuole è giustizia per il loro bambino.

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Si ripercorre la storia di Lorys Stival, attraverso le dichiarazioni di Veronica Panarello davanti ai giudici del riesame.

Quarto Grado | Yara Gambirasio

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Le telecamere nei pressi della palestra di Brembate riprendono più volte un furgone identico a quello di Bossetti passare di là nei momenti precedenti la scomparsa di Yara.

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Marita Comi ha fatto riferimento a due coltellini che ha ritrovato nella sua abitazione, dopo le perquisizioni degli inquirenti. Insospettitasi del fatto che non fossero stati sequestrati, ne ha parlato con il marito in un colloquio in carcere del 29 luglio 2014 e successivamente con il difensore di allora, l’avvocato Silvia Gazzetti:

“Sono due coltellini di quattro cm. Li hanno lasciati in bella mostra nell’armadio di Massi, dove c’erano tutti gli attrezzi della casa: cacciaviti… tutte queste cose qua. Io mi sono spaventata, perché il giorno prima che mi restituissero la casa, durante l’ultima perquisizione, guarda caso ne hanno trovati altri due. Sono andata in carcere dal Massi per dirgli: “Quanti ne avevi?”. Lui mi ha risposto che quello era di un suo ex dipendente, che lo teneva nel camioncino per farsi gli spinelli. Mi ha detto: «Buttalo! Guarda… casomai manca che trovano anche tracce di fumo, che mi buttano addosso anche quelle…””.

E aggiunge, sempre a microfoni spenti:

“Li ho buttati nella pattumiera di casa. Erano comunque inutili: erano rotti. Li avevano certamente visti in tutte le perquisizioni: erano lì in bella mostra! Per quello ho chiamato la Gazzetti di Bergamo… E siccome andavo a trovare il Massi, e poi passavo dall’avvocato, li ho portati con me. Li avevo in borsa perché, dopo il carcere, passavo da lei…. per fare una strada unica… Li ho fatti vedere anche alla Gazzetti, che mi ha detto: “Se ti ha detto anche Massi di buttarli, buttali! Buttali giù dal primo ponte che trovi””.

“Quarto Grado” ha raggiunto l’avvocato Silvia Gazzetti per chiarimenti, ma il legale ha risposto di non saperne nulla.

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Si parla ora del caso di Yara Gambirasio, e viene mostrato il video girato dalla polizia subito dopo il rinvenimento del cadavere della ragazzina, con i primi accertamenti peritali e del medico legale. Vengono mostrati anche gli indumenti che Yara indossava e con cui è stata ritrovata.

Quarto Grado | Processo di Avetrana

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È ripartito oggi il processo di appello per la morte di Sarah Scazzi. Le dichiarazioni di Cosima Serrano della scorsa udienza non hanno aggiunto nulla a quanto già accertato nel processo di primo grado. Oggi la difesa ha puntato tutto sulla consulenza sui cellulari di Sabrina e Cosima.

Quarto Grado | Roberta Ragusa

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Loris Gozzi, il supertestimone del caso Ragusa, conferma in studio le sue dichiarazioni di sempre.

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Sara, l’amante di Antonio, è sempre stata convinta dell’innocenza del compagno e certa che Roberta sia andata via volontariamente.

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L’avvocato di Logli ha espresso a Francesca Carollo grande soddisfazione per la sentenza del Gup.

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Il giudice dell’udienza preliminare, dottor Laghezza, ha disposto il non luogo a procedere per Antonio Logli per la morte della moglie perché il fatto non sussiste. Ma davvero Roberta Ragusa può essere andata via volontariamente?

Quarto Grado – puntata 13 marzo 2015

Quarto Grado | Puntata 13 marzo 2015

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Quarto Grado torna stasera con un nuovo appuntamento incentrato sui casi di Yara Gambirasio e Roberta Ragusa, ma anche sulla cosiddetta ‘coppia diabolica’: il broker Alexander Boettcher e la studentessa Martina Levato, sospettati di aver aggredito con l’acido diverse persone. L’appuntamento è per questa sera alle 21.15 su Rete4 e in liveblogging qui su Blogo.

Quarto Grado | Puntata 13 marzo 2015 | Anticipazioni

«Sono un padre di famiglia, non un assassino». Si è difeso con queste parole, parlando per la prima volta in aula, Massimo Bossetti.

Dalla ricostruzione dell’udienza agli sviluppi delle indagini sul caso di Yara Gambirasio, prende il via il nuovo appuntamento con Quarto Grado, in onda questa sera in prima serata su Retequattro.

Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero, torna sulla cosiddetta ‘coppia diabolica’: il broker Alexander Boettcher e la studentessa Martina Levato, che avrebbero aggredito con l’acido diverse persone.

“Quarto Grado” intervista in esclusiva Antonio, che nel maggio 2014 ha subito un tentativo di evirazione da parte della Levato.

Il programma a cura di Siria Magri chiude infine affrontando il mistero della scomparsa di Roberta Ragusa.

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Quarto Grado: come vederlo in tv

Quarto Grado è in diretta ogni venerdì sera su Rete4, intorno alle 21.10. Se lo perdete potete recuperarlo dal giorno seguente sul sito VideoMediaset.it.

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